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''Smascheriamo gli editori'', il dossier dell'Odg sui compensi ai freelance


Pubblicata in data: 22/05/2010


L'Ordine dei giornalisti non si ferma nell'indagine sui compensi ai giornalisti freelance. I “dati della vergogna”, contenuti nel dossier Smascheriamo gli editori, sono stati trasmessi a tutte le Procure generali della Repubblica perché valutino se nelle situazioni emerse siano configurabili ipotesi di reato. La decisione è stata presa dal comitato esecutivo dell’Ordine, dopo che il 18 maggio aveva presentato l'inchiesta in un incontro a cui aveva partecipato il ministro Giorgia Meloni e diversi parlamentari. Gli onorevoli, già durante il convegno avevano annunciato una proposta di legge finalizzata a condizionare l’erogazione delle provvidenze concesse dallo Stato agli editori al rispetto del lavoro dei giornalisti. Da parte sua il ministro Meloni aveva confermato il pieno appoggio del governo a questa azione di moralizzazione avviata dall’Ordine dei giornalisti.

Il rapporto dell'Odg, disponibile sul sito dell'organo e pubblicata sul periodico del Consiglio nazionale, ha messo in mostra una situazione davvero preoccupante. I dati raccolti grazie alle testimonianze dei diretti interessati parlano di testate che pagano 21 centesimi di euro per ogni due righe da 58 battute l’una. Altre che corrispondono 2,58 euro per un articolo quale che sia la lunghezza. Altre ancora che, superato un certo tetto, gli articoli non li pagano affatto. Per non parlare di chi decreta una riduzione dei compensi con effetto retroattivo o di chi paga con 360 giorni di ritardo. Queste sono solo alcune delle situazioni più clamorose contenute nel documento, che si continua ad ampliare di giorno in giorno con nuove testimonianze che arrivano nella sede dell'Ordine.

Una volta messo a punto il disegno di legge, i parlamentari si sono impegnati ad incontrare i giornalisti per un confronto, per illustrarlo ma anche per recepire ogni utile suggerimento. In quella occasione – si legge in una nota dell'Ordine - sarà illustrata una diversa ricerca sulla vita dei fotogiornalisti, del contributo dei quali ci si ricorda purtroppo solo quando immolano la loro vita - come è accaduto a Fabio Polenghi a Bangkok – per raccontare al mondo con le loro immagini quanto avviene. Emerge già dai primi dati che i fotogiornalisti sono vittime di abusi gravissimi e che molto spesso il loro lavoro non viene neanche retribuito con un centesimo di euro.


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