Pubblicata in data: 29/07/2010
Paese che vai cultura che trovi. Ben diverse devono essere quelle di Islanda ed Italia in materia di libertà di informazione. Mentre nel nostro Stivale impazzano polemiche e proteste per un disegno di legge, quello sulle intercettazioni, che privileggerebbe la privacy alla diffusione delle notizie, nell'isola islandese si approva una legge che toglie ogni bavaglio all'informazione e addirittura si propone come base per chiunque voglia far trapelare notizie senza rischiare denunce.
La legge, proposta dalla deputata anarchica Birgitta Jonsdottir e approvata lunedì notte all'unanimità, prevede che i server islandesi ospitino documenti di interesse pubblico senza che la giustizia locale possa impedirne la divulgazione, tentare di scoprire chi li abbia rivelati o dare seguito a condanne comminate da tribunali esteri in base a leggi contrarie alle norme islandesi. Inoltre, chiunque abbia divulgato del materiale online, o il proprietario del server che abbia ospitato tali notizie, non solo sarà protetto dalla legge, ma avrà il diritto di contro-citare in un'aula di tribunale chiunque gli abbia rivolto minacce o denunce a riguardo, con l'accusa di violazione della libertà d'espressione.
E ancora, aspetto che potrebbe diventare di prepotente attualità in Italia, se i documenti rivelati dovessero interessare anche altri paesi la legge darà modo ai giornalisti dei paesi interessati di riprendere la notizia senza temere ripercussioni da parte dei propri governi. Una bella via di fuga, nel caso il ddl Alfano dovesse essere approvato, per i giornalisti italiani che potrebbero pubblicare ugualmente intercettazioni proibite, inviandole a siti islandesi e da qui riprenderle e riportarle sugli organi di informazione italiana.
Agenda del Giornalista