Festival del Giornalismo, il futuro dei giornali con Sabadin

Festival del Giornalismo, il futuro dei giornali con Sabadin

Tutte le sfumature della trasformazione dei giornali nell’era digitale. A raccontarle, in un’affollata serata al Caffè di Perugia, un gruppo di giornalisti, rappresentanti della stampa mondiale e locale. Dà il via all’evento, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia nell’ambito del Festival internazionale di Giornalismo, il vicedirettore della Stampa,Vittorio Sabadin, autore del libro “L’ultima copia del New York Times. Il futuro dei giornali di carta”.

Sabadin racconta l’imminente rivoluzione che potrebbe indurre i quotidiani di tutto il mondo ad abbandonare la carta stampata per votarsi esclusivamente alle meno costose edizioni via web, come farà nel 2013 il New York Times, secondo l’annuncio del suo editore. La prima rivoluzione, ha continuato Sabadin, è già avvenuta con l’affermarsi mondiale della free press, la stampa distribuita gratuitamente.

A fargli da contraddittore Bertrand Pecquerie, direttore del World Editor Forum, un’assocciazione che riunisce i caporedattori centrali dei media nel mondo. Secondo Pecquerie i cambiamenti rilevanti non avverranno nelle tecnologie impiegate per le distribuzione dei giornali ma nel linguaggio e nella filosofia con cui verranno scritti. “Tutti d’accordo sul fatto che bisogna recuperare i lettori giovani – ha detto Pecquerie – ma questo può avvenire grazie a un’evoluzione dei contenuti”.

Presenti al dibattito anche i direttori della stampa locale umbra. Scettico sui cambiamenti Sandro Petrollini del Messaggero. Così anche Federico Fioravanti che ha ricordato che i cambiamenti richiedono editori coraggiosi, ma quelli italiani si preoccupano solo della politica. Ma a testimoniare delle novità che si impongono, anche al livello locale, c’era Giacomo Marinelli Andreoli, direttore di Tele Radio Gubbio, nuova testata che agisce contemporaneamente con una free press, una radio e un sito internet. “Noi ci stiamo provando – ha detto Marinelli – è un esperimento ma con molte prospettive”.