L’AGSP al Festival del giornalismo di Perugia 2019

Partner del Festival del giornalismo di Perugia fin dalla sua prima edizione, nel 2007, l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia sarà per il 13° anno consecutivo parte della manifestazione.
Di seguito gli eventi targati AGSP in programma quest’anno a Perugia:

– “La grande cronaca, sul campo oggi come ieri
Sabato 6 aprile, ore 12.00 – Palazzo Graziani, Sala delle Colonne

La sentenza sulla trattativa stato mafia, le indagini per colpire la rete di copertura di Matteo Messina Denaro, e ancora la Calabria con la ‘ndrangheta che uccide, infiltra, corrompe. Queste ed altre zona d’ombra, collusioni che oggi come ieri la cronaca continua ad illuminare, verità oltre la superficie che social network e rete non possono restituire.
Con Paolo Borrometi, Direttore La Spia, Federico Cafiero De Rhao, Procuratore Nazionale Antimafia, e Francesco Vitale, caporedattore Cronaca del Tg2. Modera Silvia Balducci, RaiNews24 e Direttivo Agsp.

– “Cerimonia di premiazione dei vincitori del Premio Nunzio Bassi
Sabato 6 aprile, ore 13.00 – Palazzo Graziani, Sala delle Colonne

Premiazione dei vincitori dell’edizione 2019 del Premio di giornalismo dedicato a Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia.
Con Roberto Conticelli, Presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, ed Enzo Arceri, Segretario Agsp. Presenta Fausto Bertuccioli, Presidente Agsp.

Premio “InFormazione” Nunzio Bassi 2017. Vincono Perugia e Torino

Sono Perugia e Torino le vincitrici dell’edizione 2017 del Premio “InFormazione, riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo italiane e organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia. Il concorso – patrocinato da Ordine nazionale dei Giornalisti e dall’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria – è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, coordinatore didattico per 20 anni della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia e scomparso nell’ottobre 2013.

Nunzio Bassi è stato un formatore di generazioni di giornalisti che, quando si trovavano ad affrontare una scelta importante per la propria carriera, tornavano da lui a distanza di anni. Questa è la sua più bella eredità“, ha affermato durante la cerimonia il Presidente dell’AGSP Fausto Bertuccioli.

Il primo premio è stato assegnato a Gabriele D’Angelo, praticante della Scuola di giornalismo di Perugia e autore di “Un’altra volta ancora”, articolo che racconta la voglia di rinascita di Castelluccio di Norcia attraverso la storia di una coppia che non intende arrendersi alla distruzione del terremoto, dopo aver già affrontato quella del 1979.

Il secondo premio è andato al web-doc firmato da Paolo Sparro, Serena Riformato e Giulia Bianconi (Scuola di giornalismo di Perugia) sul salvataggio delle opere d’arte nelle zone terremotate (“Una terra da restaurare”).

Menzione speciale del Premio – dedicata alla memoria di Dante Ciliani, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria scomparso nel settembre 2015 – a Camilla Cupelli, praticante della Scuola “Giorgio Bocca” di Torino, con un elaborato che fa il punto sulla questione dell’edilizia scolastica in Italia (“L’edilizia scolastica italiana tra crolli ed emergenze”).

Alla cerimonia è intervenuto Roberto Conticelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria.

Un anno fa moriva Nunzio Bassi, “colonna” della Scuola di Perugia. Il ricordo del Presidente AGSP

Un anno fa, era il 29 ottobre 2013, moriva l’amico e collega Nunzio Bassi, infaticabile coordinatore didattico della Scuola di Giornalismo RadioTelevisivo di Perugia. Poche ore dopo la sua scomparsa, l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia istituiva un Premio dedicato alla sua memoria, riservato ai giovani praticanti delle Scuole di giornalismo italiane. Perché era ai giovani giornalisti che Nunzio aveva dedicato gli ultimi suoi venti anni di vita, contribuendo a formare, e a forgiare, intere generazioni di professionisti.

Il ricordo del Presidente AGSP, Fausto Bertuccioli.

Dal primo giorno a Perugia tra me e Nunzio nacque un rapporto speciale. Il nostro legame era unico perché entrambi eravamo stati assistiti dall’Onaosi, l’opera che sostiene gli orfani dei medici italiani. Nel suo caso era stata poi proprio questa la causa del suo trasferimento a Perugia, dove l’Opera ha sede e dove c’è il convitto per i ragazzi. Facile immaginare quanto ci si possa sentire vicini se a unire è un vincolo del genere. A lungo sono stato convinto di questa “specialità” tra noi. Poi, con il passare degli anni e continuando a conoscere tanti colleghi provenienti dalla Scuola – anche grazie all’Associazione – ho scoperto che tutti o quasi avevano qualcosa di “speciale” con lui. Un interesse, una passione, l’approccio alla professione simile o diverso, ma anche in questo secondo caso sempre utile per crescere, il ricordo di una parola detta al momento giusto. Ognuno di noi insomma aveva un “suo” Nunzio… forse perché il suo essere stato per poco tempo “figlio” lo aveva portato a essere cosi facilmente “padre”, genitore, in grado di trovare subito una chiave per entrare nel mondo di tante giovani donne e uomini. Per questo la nostra Associazione ha dedicato un premio alla sua memoria: perché certe persone per noi non se ne vanno mai. Restano. E quando premiamo giovani giornalisti sembra che siano ancora di più tra noi.

Un’iniziativa che si rinnova anche quest’anno.
Qui di seguito il nuovo bando del Premio “InFormazione” – Nunzio Bassi 2015.

IJF14, “La formazione non finisce mai”

Il giornalismo è solo una casta che resiste malamente ai grandi cambiamenti tecnologici e comunicativi degli ultimi anni oppure ha ancora qualche buona carta da giocare?

Secondo quanto è emerso nell’incontro organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia, dal titolo “La Formazione non finisce mai”, l’ultimo jolly si chiama “formazione continua”. A dirlo non solo giornalisti italiani di grande esperienza come Gerardo Greco (conduttore di Agorà ed ex allievo della scuola di Perugia), Sergio Rizzo (Corriere della Sera) e Fausto Bertuccioli (Presidente dell’Asgp), ma anche Steve Doig dell’americana Walter Cronkite Journalism School e Anne Morrison, direttrice della Bbc Accademy.

Il dibattito si è aperto con le domande provocatorie di Bertuccioli: “Insomma come si diventa giornalisti? Come ci si forma e, soprattutto, quando e perché?”.
Se l’ingresso nel mercato del lavoro è sempre più difficile, anche la stessa permanenza nella categoria, in qualità di soggetti capaci di raccontare ciò che accade in modo credibile, ogni giorno è più complicata. La professione – è stato detto durante la tavola rotonda – cambia non di anno in anno ma addirittura di ora in ora. La rete pullula infatti di bloggers, voci anonime e semplici appassionati che spesso riescono a fare la voce grossa e a catalizzare una buona fetta dell’opinione pubblica.
Sergio Rizzo spiega: “abbiamo dato al mondo esempi meravigliosi di giornalismo ma anche molto negativi, siamo stati a lungo tempo una casta incapace di rinnovarsi e aprirsi. Troppo legata al potere politico”.

Il dibattito sul ruolo delle scuole di giornalismo è centrale. Ad oggi infatti sembra l’unico modello vincente. Così Steve Doig della Cronkite Journalism School: “Il modello di scuola di giornalismo americana è molto simile all’accademia dell’esercito. Una vera full-immersion dove si chiede ai ragazzi non solo di studiare, ma anche di realizzare prodotti degni di essere piazzati sul mercato”. “Il mondo è cambiato -ha detto ironica Anne Morrison della Bbc Accademy – anche se qualcuno non sembra accorgersene. Noi giornalisti dobbiamo anticipare i cambiamenti, non corrergli dietro”.

Nicola Mechelli

Perugia, la formazione non finisce mai

ucsiLa formazione del giornalista deve avvenire non solo prima, ma anche durante il proseguire della professione. Ciò si collega strettamente alla visione del giornalismo come una casta chiusa e legata a doppio filo con il potere. Come svincolarsi da questa concezione? Questo è stato sostenuto dal presidente dell’Associazione giornalisti scuola di Perugia, Fausto Bertuccioli.

La BBC, eccellenza storica nel mondo del giornalismo, è famosa per la formazione che impartisce costantemente al suo personale. A parlarne è Anne Morrison, direttrice della BBC Academy, scuola dell’emittente inglese che si occupa proprio di formazione giornalistica. All’interno della BBC, la formazione è obbligatoria e continua, così da garantire una crescita in corrispondenza anche con il ruolo che nella testata si occupa. Si va dalla scrittura alla gestione dei social media, da corsi di etica professionale a quelli di leadership e direzione giornalistica. Non solo: nell’ottica della condivisione e della trasparenza, sul sito della BBC tutte queste informazioni sono liberamente accessibili. L’obiettivo non è solo formare giornalisti esperti, ma anche insegnare a prevedere i mutamenti di una professione e di una realtà in costante divenire. Un cambiamento storico è per esempio quelle delle piattaforme usate dalla testata: non solo la televisione o i computer, ma gli smartphone e i tablet, con tutte le diversità di linguaggio che ciò comporta. Ancora, si aggiungono nuovi formati, da youtube ai blogger: la BBC intende offrire qualcosa di diverso puntando sulla propria credibilità.

Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera e scrittore del famoso libro La casta, è partito proprio dalla definizione che lui ha introdotto in Italia: “il giornalismo è percepito come la peggiore delle caste”. La crisi è grave, ma il giornalismo è sempre stato una casta. Il legame tra politica e giornalismo è fortissimo, e l’unica strada percorribile è quella della trasparenza. L’Ordine dei Giornalisti, ora come ora, svolge in maniera inadeguata la propria funzione, non difendendo i meritevoli e non punendo gli scorretti. “Il mestiere è in crisi perché la figura è in crisi”: è necessario un profondo esame di coscienza, una revisione del modo italiano di fare giornalismo che non voglia dire compiere dei semplici tagli economici orizzontali, ma una rinuncia a molti privilegi e asservimenti.

Secondo Gerardo Greco, conduttore di Agorà presso RAI 3, proprio tramite la formazione è possibile recuperare la credibilità persa. La RAI ha intenzione di avviare delle procedure di formazione interna che probabilmente partiranno proprio da Perugia. In ogni caso, il rapporto tra politica e giornalismo è complicato, ed oggi sono quasi più i politici ad aggrapparsi ai giornalisti che il contrario. È importante mantenere la distanza, mettere dei paletti, così da avviare un confronto dialettico. La professione è in crisi, sì, eppure attira ancora molta attenzione. Lo stesso formato del talkshow richiede una profonda revisione: l’obiettivo è riuscire a coinvolgere e a far dialogare la realtà del paese con la politica.

Negli Stati Uniti cambia forse la scuola di giornalismo, ma i problemi restano simili. A parlarne è Steve Doig, docente presso la Walter Cronkite J-School. La formazione americana può essere paragonata alla formazione in un policlinico: più che la teoria, conta l’approccio diretto con la realtà. Gli studenti sono invitati a lanciarsi subito sulla strada: il metodo giornalistico non si impara nei banchi della scuola, ma confrontandosi direttamente con la realtà. Ancora, negli Stati Uniti il problema non sta tanto nell’insorgere di nuovi strumenti con i quali ottenere informazioni, ma nell’incapacità del pubblico di distinguere tra giornalisti e meri opinionisti politici. Un giornalista è in grado di cogliere la differenza, ma come dare la possibilità al pubblico di fare altrettanto? Uno dei migliori meccanismi è quello di un controllo esterno tramite siti specializzati.

Negli ultimi minuti del panel, sono sorti dubbi sul futuro del giornalismo. Cambieranno le piattaforme, cambierà il suo volto, ma non la necessità di una narrazione della realtà, necessità che, afferma Anne Morrison, “è qualcosa di fondamentale nella natura umana, cioè la voglia di sentire storie, storie vere, precise. L’istinto è di sapere le cose del mondo, e questo rimarrà”.

[www.ucsi.it/index.php/la-professione/5063-perugia-tanti-modi-per-raccontare-le-notizie-e-la-formazione-non-finisce-mai.html]

Festival del giornalismo 2014. “La formazione non finisce mai”

Data appuntamento: venerdì 2 maggio 2014 – ore 15.45

LA FORMAZIONE NON FINISCE MAI”
Perugia, Sala del Dottorato

In Italia, ma anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, si registra un costante calo di credibilità dei media tradizionali e degli stessi servizi pubblici radiotelevisivi. Citizen journalism, social network e crescente avversione per tutte le “caste” stanno mettendo in crisi i modelli del passato. Una delle strade per riconquistare il proprio ruolo può passare attraverso la formazione, certificata, continua e indipendente dei giornalisti che si trasforma così in una garanzia per l’utente? La BBC ha da anni una propria scuola di formazione permanente ad uso dei propri reporter. La Rai, che da oltre 20 anni forma giovani giornalisti, avvierà presto dei corsi di aggiornamento anche per il proprio personale interno. E dal 1° gennaio 2014 la formazione continua – così ha deciso l’Ordine dei giornalisti – diventerà un obbligo per tutti i giornalisti. Come funziona nel resto d’Europa? Quali modelli risultano vincenti?

Intervengono:
Anne Morrison, direttrice della BBC Academy
Steve Doig, W. Cronkite J-School
Sergio Rizzo, Corriere della Sera
Gerardo Greco, conduttore di Agorà – RaiTre

Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente AGSP