Premio “InFormazione” – Nunzio Bassi 2018. Vincono Perugia e Roma

Sono Perugia e Roma le vincitrici dell’edizione 2018 del Premio “InFormazione”, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, storico coordinatore didattico della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia scomparso nell’ottobre del 2013. Al concorso – patrocinato anche quest’anno da Ordine nazionale dei Giornalisti e Ordine regionale dei Giornalisti dell’Umbria  –  hanno partecipato praticanti delle scuole di Torino, Bologna, Roma (Luiss e Lumsa) e Perugia (Scuola di giornalismo radiotelevisivo).

Di seguito i vincitori decretati dalla giuria, composta da Roberto Conticelli (Presidente Ordine regionale dell’Umbria), Franco Elisei (Presidente Ordine regionale delle Marche), Giorgio Pacifici (Tg2) e Roberta Serdoz (Tg3 e consigliera nazionale OdG):

1° classificato (1250 eur): GIULIA BIANCONI, CAMILLA ORSINI e CHIARA SIVORI (Scuola di giornalismo Radiotelevisivo di Perugia). Titolo dell’elaborato: “CAMBIAMENTI CLIMATICI: QUEL GRADO IN PIÚ CHE FA LA DIFFERENZA”.

2° classificato (750 eur): Di SALVATORE TROPEA ( Scuola di giornalismo LUMSA). Titolo dell’elaborato: “IN FUGA DAL CLIMA: I MIGRANTI DI CUI NESSUNO PARLA”.

– Menzione speciale, dedicata a Dante Ciliani (500 eur): NICOLÒ CANONICO e CHIARA SIVORI – Scuola di Giornalismo di Perugia. Titolo dell’elaborato: “A LIVELLO DI GUARDIA”.

A consegnare i premi Fausto Bertuccioli, presidente AGSP, Chiara Longo Bifano, consigliera direttiva AGSP, e Roberto Conticelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria.

Premio “InFormazione” – Nunzio Bassi. Il bando 2018

L’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia organizza e promuove la sesta edizione del Premio “InFormazione”, riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo italiane.
Il concorso è patrocinato dall’Ordine nazionale dei Giornalisti e dall’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria.

Il premio è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, coordinatore didattico per 20 anni della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, scomparso il 30 ottobre 2013. La menzione speciale del Premio è intitolata a Dante Ciliani, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e amico dell’AGSP, venuto a mancare il 13 settembre 2015.

Obiettivo del Premio è valorizzare i giovani iscritti alle Scuole di giornalismo italiane. In palio per i più meritevoli vi sono tre borse di studio (dotazione complessiva del premio: 2500 euro).

Gli elaborati in concorso dovranno essere dedicati alla tematica, quantomai attuale, del cambiamento climatico: dal riscaldamento globale, con le sue problematiche e le conseguenze per la nostra vita di tutti i giorni, alle possibili soluzioni e alle azioni da intraprendere.

Scadenza per l’invio degli elaborati: 23 marzo 2018 (entro le ore 24).

La cerimonia di premiazione dei vincitori si svolgerà a Perugia in occasione della prossima edizione del Festival internazionale del giornalismo di Perugia (14 aprile 2018). Di seguito il bando di partecipazione e il modulo di adesione:

Scarica il Regolamento del concorso – edizione 2018;

Scarica il Modulo di adesione.

Giuria del Premio
Roberto Conticelli, Presidente Ordine regionale dell’Umbria
Franco Elisei, Presidente Ordine regionale delle Marche
Giorgio Pacifici, Tg2
Roberta Serdoz, Tg3 e consigliera nazionale OdG

Festival del giornalismo 2015. Articoli, foto e video degli eventi targati AGSP

Per il nono anno consecutivo l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia è stata fra i partner del Festival internazionale del Giornalismo di Perugia (15-19 aprile). Sei i panel organizzati sui seguenti temi: libertà di stampa e media indipendenti in Russia, guerra in Ucraina, crisi del talkshow, giornalismo sportivo, freelance.

A questi panel si è aggiunta la premiazione dei vincitori dell’edizione 2015 del Premio “InFormazione” riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo e organizzato dall’AGSP in memoria di Nunzio Bassi, storico coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia.

Di seguito gli articoli, le foto e i video degli eventi organizzati al Festival dall’AGSP:

– “Vita da freelance
– “L’epica minore dello sport: brocchi, gregari e perdenti
– “La guerra in Ucraina vista dai media indipendenti russi
– “Il talkshow è davvero finito?”
– “Media indipendenti russi nell’era di Putin
– “Giornalismo sportivo al femminile“.

Premiazione vincitori Premio “Informazione” – Nunzio Bassi (edizione 2015).

IJF15, “Media indipendenti russi nell’era di Putin”

Direttori forzati a dimettersi; giornalisti minacciati; giornali costretti a chiudere. È l’istantanea di un Paese, la Russia, nel quale fare informazione è sempre più complicato. Al panel “Media indipendenti in Russia sotto il regime di Putin”, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia, giornalisti e direttori di testate russe indipendenti hanno raccontato le difficoltà con le quali si scontrano ogni giorno, nel tentativo di fornire un’informazione libera.

Secondo l’organizzazione non governativa Freedom House, la Russia occupa il 176° posto nel mondo in quanto a libertà di informazione. «Una catastrofe» apostrofa Zygmunt Dziecilowski, giornalista e documentarista polacco che da anni segue le vicende della Russia putianiana.

«Com’è possibile – incalza Maria Makeeva, vice direttrice di TV RAIN – che questo accada nel Paese di Tchaikovskj, Tolstoj, Dostoevskij e Rachmaninov? Cinque anni fa era quasi impossibile pensare all’esistenza di media indipendenti in Russia. Noi ce l’abbiamo fatta, ma speravamo di essere i primi, non gli unici».

La marginalità dei media indipendenti è al centro del dibattito e svela un lato sensibile e molto discusso. Esito della gigantesca forza di propaganda del governo, i cui sondaggi mostrano l’86% dei cittadini schierati a favore di Putin. «Fino a due anni fa l’internet in Russia era una delle reti più libere del mondo. Ora i direttori sanno che il loro sito potrebbe essere chiuso dall’amministrazione presidenziale in una o due ore in qualsiasi momento». A parlare è Ivan Kolpakov, vicedirettore e fondatore di Meduza, sito che ha trasferito la propria sede a Riga per ragioni di sicurezza. Libera stampa russa in esilio, come è stato definito.

Su internet vivono molti dei media indipendenti russi, alcuni con sede all’estero. A Riga opera il già citato Meduza: sito d’informazione indipendente, nato dopo il forzato e molto discusso licenziamento della direttrice di Lenta.ru, il quinto portale più seguito in Europa. «Dobbiamo sforzarci di certificare le notizie – spiega il vicedirettore Ivan Kolpakov – usando tutti i mezzi possibili: dai social alla posta elettronica, tramite l’uso di mailing list che ci permettano di trasmettere anche nell’eventualità in cui il sito venisse bloccato. Gli utenti sono disorientati dalla propaganda che sta avanzando. I media tradizionali si stanno disgregando sotto l’influenza delle pressioni. Noi dobbiamo recuperare i lettori». Da Ginevra, invece, trasmette kashin.guru, il sito fondato dal giornalista Oleg Kashin, aggredito a Mosca nel 2010 e che ora, dalla Svizzera, continua a lavorare per media russi indipendenti online.

In Sala Raffaello sono state mostrate le immagine della redazione di OpenRussia, testata non registrata, finanziata da uno dei più noti oppositori politici russi e recentemente messa sotto sequestro. Foto e video che testimoniano la problematicità di fare, oggi, un giornalismo indipendente in Russia. Il futuro? «In un periodo così drammatico – afferma Zygmund Dzieciolowski, – il ruolo dei media indipendenti non potrà che crescere. Meduza, TV RAIN e OpenRussia ne sono già un esempio».

Paolo Andreatta

IJF15, “L’epica minore dello sport”

Per molti, il calcio è la più grande religione del pianeta, potendo contare oltre 2 miliardi di tifosi al mondo. E se gli dei di questo Olimpo sono i giocatori, coloro che diffondono il verbo, i giornalisti, farebbero bene a interrogarsi sulle nuove modalità di raccontare uno sport che, specie in Italia, è ricco di storie epiche. Un epos sviscerato, tra mille aneddoti e boutade, nel panel intitolato L’epica minore dello sport: brocchi, gregari, perdenti, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia. Già, perché sul rettangolo verde, oltre agli Ulisse, esistono anche i Tersite.

Prendete il mitologico Egidio Calloni, attaccante del Milan degli anni Settanta. Per lui Gianni Brera adottò il manzoniano epiteto “lo sciagurato Egidio”. E un altro grande del giornalismo sportivo, Beppe Viola, battezzò i suoi frequenti errori con un lapidario e beffardo: “Calloni in area di rigore sventa la minaccia!”. Meteore di cui il firmamento del calcio è costellato: dall’ucraino Alexandr Zakarov (appena 7 gol nelle due stagioni trascorse alla Juventus), che per volere del governo sovietico prendeva uno stipendio assai inferiore a quello dei suoi colleghi, fino a Saadi Gheddafi, approdato in serie A principalmente per motivi extracalcistici e talmente scarso che persino gli avversari del Cagliari si complimentarono con lui, in occasione di un palo colpito.

“I campioni del calcio di oggi – dice Paolo Piras, inviato del TG3, con un passato da giornalista sportivo – sono narrati come prodotti. Gli esempi di dissipazione del talento sfuggono per la natura del loro fallimento all’industria del marketing e mantengono un carattere di storia che deve essere raccontato”.

Non solo brocchi però. Secondo Angelo Carotenuto ci sono anche gli “eroi per caso”, come il portiere del Reims, l’haitiano Johny Placide, che para il rigore di Ibrahimovic quest’anno all’esordio in Ligue 1, ma non avrebbe dovuto neanche giocare. Oppure, esistono i calciatori che, pur avendo avuto un momento di gloria nel passato, oggi sono finiti nel dimenticatoio (o quasi). Alberto Ginulfi, che difendeva i pali della Roma negli anni Sessanta e Settanta, oggi vive in perfetto isolamento a Castel Gandolfo. Conserva ancora la maglia di una delle leggende viventi del calcio, Pelé, a cui, in un’amichevole estiva con il Santos, parò un rigore.

Valerio Penna

IJF15, “Vita da freelance”

Raccontare storie, ad ogni costo, con coraggio e un pizzico di incoscienza. Questo il motto dei giovani giornalisti che hanno partecipato a “Vita da freelance”, panel organizzato dall’Associazione giornalisti scuola di Perugia in occasione del Festival internazionale del giornalismo 2015.

Quattro speaker che il mestiere di reporter lo conoscono bene. Pierluigi Camilli, padre di Simone, giornalista ucciso a Gaza la scorsa estate dallo scoppio di un ordigno; Valentina Parasecolo, reporter di Vice; Alessandro Di Maio, freelance che vive a Gerusalemme da 5 anni; e Gabriele Micalizzi, fotografo di Censuralab che ha curato numerosi reportage dalle zone di conflitto. Una professione che richiede sacrifici e costi economici ed umani elevati.

Alessandro Di Maio a 25 anni ha lasciato la Sicilia, dopo il mancato rinnovo del contratto di lavoro, e si è trasferito in Medio Oriente. «Non ho frequentato una scuola di giornalismo, ho preferito formarmi direttamente sul campo. All’inizio non è stato facile, ho contattato quasi tutti i giornali italiani, ma nessuno era disposto a pagare i miei reportage» racconta. Oggi, dopo quasi 5 anni, la situazione è migliorata, ma non è certo come aveva immaginato: «Pur collaborando con Libero e Il fatto quotidiano non riesco a mantenermi. Per questo ho iniziato a fare l’analista per un’agenzia che mi assicura lo stipendio fisso ma mi costringe ad dedicarmi alle storie che mi interessano durante le ferie».

«Per iniziare a fare il freelance serve un piccolo capitale. Avere da parte qualche risparmio ti consente di muoverti con meno pensieri durante i primi mesi» ci racconta Valentina Parasecolo, che dopo 7 stage (di cui 6 non retribuiti) e un’esperienza a Servizio Pubblico, ha iniziato una nuova esperienza con Vice. La giovane reporter ha declinato la chiamata della Rai, non per presunzione, ma per lavorare con maggiore libertà. «E’ vero, avrei potuto scegliere un lavoro con più garanzie, ma così posso occuparmi delle storie che ho più a cuore». Quest’anno Valentina ha seguito 3 reportage: corse clandestine di cavalli, campi nomadi e traffico illegale di materiale archeologico. In tutti i casi ha dovuto calarsi a fondo nelle realtà che voleva raccontare. «Ogni volta che tornavo in redazione subivo una forma di raffreddamento emotivo da parte del publisher, perché essere immersa in una realtà ti condiziona molto e il rischio da cadere nel giudizio è alto».

Ma essere un freelance significa anche stare al passo con i cambiamenti dell’informazione e della comunicazione. Secondo Gabriele Michelizzi, che da anni realizza reportage fotografici nelle zone di conflitto di tutto il mondo, non è il giornalismo ad essere in crisi, ma il vecchio linguaggio. «Oggi raccontare storie come si faceva un tempo non è più possibile. Sarebbe come pretendere di arricchirsi aprendo un negozio di cartoline». Gabriele ha iniziato a fare il freelance all’interno di Cesura, un collettivo fotografico indipendente nato in uno scantinato a un’ora da Piacenza. «All’inizio era un semplice laboratorio di stampa: poi ognuno di noi è partito per seguire da vicino una zona di conflitto». Gabriele racconta di aver perso molti amici che facevano il suo stesso lavoro, e alla domanda se ne sia valsa la pena risponde: «In pochi secondi qualcuno a cui tieni viene spazzato via. Ma nonostante questo penso ancora che raccontare queste storie valga la pena».

Diversa la posizione di Pierluigi Camilli, ex docente di giornalismo televisivo della scuola di Perugia, che questa estate ha perso il figlio Simone a Gaza causa dell’esplosione di un ordigno: «Per me è dura rispondere alla domanda se ne valga la pena. Anche perché ho conosciuto il mestiere di freelance solo attraverso mio figlio e i suoi amici. Di certo avrei preferito che Simone avesse scelto di lavorare dietro una scrivania e fosse ancora qui».

Dario Tomassini

L’AGSP al Festival del giornalismo 2015 – Perugia, 15-19 aprile

agsp_ijf15Anche quest’anno l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia parteciperà al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, in programma dal 15 al 19 aprile nel capoluogo umbro.

Una collaborazione lunga nove anni quella che lega l’AGSP al Festival, nata nel 2007 e sugellata quest’anno dall’organizzazione di 6 panel e di un premio di giornalismo.

Questi, nel dettaglio, gli eventi targati “AGSP”.

VITA DA FREELANCE
Perugia, Palazzo Sorbello – 16 aprile ore 11.45

Dalla Striscia di Gaza all’Ucraina, da Scampia alle banlieues parigine. Giornalisti a tutti i costi, spesso anche a rischio della propria vita. Incontro  ravvicinato con i freelance, categoria invisibile e instancabile cui si deve la  gran parte delle notizie provenienti da scenari di guerra, ma anche molte  delle cronache nostrane.

Intervengono: Pierluigi Camilli, sindaco Pitigliano; Alessandro Di Maio, giornalista freelance; Gabriele Micalizzi, CesuraLab; Valentina Parasecolo, Vice. Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

PREMIO INFORMAZIONE” – Cerimonia di premiazione
Perugia, Palazzo Sorbello – 16 aprile ore 11.30

Il concorso – la cui dotazione quest’anno è di 7000 euro – è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia e scomparso due anni fa. Organizzato dall’AGSP e dalla Rappresentanza italiana della Commissione europea, con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra, il premio è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane.

Intervengono: Lucio Battistotti, Direttore Rappresentanza italiana della Commissione europea; Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine giornalisti Umbria; Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

L’EPICA MINORE DELLO SPORT: BROCCHI, GREGARI, PERDENTI
Perugia, Sala del Dottorato – 16 aprile ore 19.00

Come raccontare lo sport nel tempo dell’ossessiva presenza televisiva, salvando il piacere della narrazione. Un tempo erano i giornalisti, testimoni oculari delle gesta di campioni come Meazza o Bartali, a fare da tramite con il pubblico, in un racconto che è talvolta trasecolato nella leggenda. Oggi sopravvive un’epica minore, conseguenza delle “dirette” prima e della “pay-per-view” poi. Esistono però ancora esperimenti di narrazione degli atleti che evitano che il marketing aziendale sequestri definitivamente lo sport: dal best-seller di Agassi alle storie su Socrates.

Intervengono: Angelo Carotenuto, La Repubblica; Giorgio Porrà, Sky Italia; Christiano Presutti,co-fondatore Fùtbologia; Wu Ming 3, scrittore. Modera: Paolo Piras, Tg3.

– “LA GUERRA IN UCRAINA VISTA DAI MEDIA INDIPENDENTI RUSSI
Perugia, Hotel Brufani, Sala Raffaello –  17 aprile ore 14.00

È in bianco e nero l’immagine del conflitto ucraino che emerge dai racconti delle principali testate russe controllate dallo stato o da oligarchi fedeli al Cremlino. La giunta di Kiev uccide innocenti, i ribelli a Donbas combattono per i propri diritti. La potente propaganda ufficiale continua a fare il lavaggio del cervello al popolo russo. Solo una manciata di media russi indipendenti, tra i quali il giornale Novaya Gazyeta, l’emittente televisiva RAIN e Radio Svoboda, ha il coraggio di raccontare la verità: i separatisti sono armati dal Cremlino, l’Ucraina vuole seguire il percorso delle riforme, l’annessione della Crimea ha violato il diritto internazionale. Gli speaker hanno visitato ogni angolo delle zone colpite dal conflitto. Hanno incontrato e intervistato tutti i principali attori. Hanno dato il loro meglio per riportare le notizie censurate dal Cremlino. Hanno incontrato civili le cui vite sono state distrutte dalla guerra. Hanno rischiato la propria vita per raccontare la verità.

Intervengono: Marina Akhmedova, Russky Reporter; Pavel Kanygin, Novaya Gazeta; Timur Shakirov, TV Rain; Mumin Shakirov, Radio Svoboda. Modera: Marcello Greco, Tg3 Rai.

– “IL TALK-SHOW E’ DAVVERO FINITO? DOVE VA IL RACCONTO TV DELLA POLITICA
Perugia, Teatro della Sapienza –  17 aprile ore 18.00

Un tempo i talk show erano la terza camera della repubblica, gli studi televisivi scelti per i grandi annunci e per i confronti più attesi. Oggi, per gli annunci basta un tweet e il pubblico mostra maggior interesse per una Tv che va in strada e racconta il paese più vero. Può il talk show resistere a tutto questo o è destinato a passare alle teche? E quali nuove forme di racconto si fanno strada?

Intervengono: Francesca Barra, giornalista e scrittrice; Mia Ceran, Millenium RaiTre; Pierluigi Pardo, Sport Mediaset; Andrea Vianello, Direttore RaiTre. Modera: Mario De Pizzo, RaiNews24.

MEDIA INDIPENDENTI RUSSI NELL’ERA DI PUTIN
Perugia, Hotel Brufani, Sala Raffaello – 18 aprile ore 16.30

La Costituzione russa sancisce chiaramente il divieto di censura (capitolo 2, articolo 29.5). Ciononostante, nel corso degli ultimi 15 anni, il regime di Putin si è impegnato fortemente per monopolizzare lo spazio dei media. Diversi i metodi usati: direttori obbligati a dimettersi, giornalisti uccisi o picchiati, media costretti a chiudere. In questo drammatico contesto politico direttori e giornalisti, riviste e siti web, non disposti a rinunciare ai propri diritti costituzionali, si trovano ad affrontare una sfida ardua. Per affrontarla e sopravvivere, hanno bisogno di sviluppare strategie e tattiche appropriate. Il sito della testata giornalistica meduza.io, per esempio, ha trasferito la propria sede all’estero. Per alcuni mesi, TV RAIN ha trasmesso da uno studio arrangiato all’interno di un appartamento privato. La piattaforma web OpenRussia ha scelto di non registrarsi come organo di stampa. In questa sessione, giornalisti e direttori in rappresentanza dei media indipendenti russi condivideranno le proprie esperienze, delineando il futuro della loro missione.

Intervengono: Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista; Ivan Kolpakov, vice direttore Meduza; Veronika Koutsyllo, direttrice OpenRussia; Maria Makeeva, vice direttrice Rain Tv. Modera: Elisabetta Terigi, Tgr Rai.

GIORNALISMO SPORTIVO AL FEMMINILE
Perugia, Teatro della Sapienza – 18 aprile ore 17.30

Giornalismo sportivo e donne, un legame spesso reso difficile dal maschilismo imperante in questo ambiente. Ma nel terzo millennio la situazione è cambiata o siamo ancora lontani dal raggiungere l’ambita parità dei sessi? E in quest’ultimo caso, quali sono i passi che il giornalismo sportivo al femminile deve ancora compiere? Quali quelli da fare per le giovani che si avvicinano a questo mondo? Possibile, per le giornaliste di oggi, superare tanti pregiudizi? Importante rispondere a questi interrogativi, capendo, grazie a chi ce l’ha fatta e a chi, in questo mondo “maschile” si resa protagonista, a che punto siamo nel 2015.

Intervengono: Elisa Calcamuggi, SkySport24; Nicoletta Grifoni, Tgr Rai; Rosanna Marani, giornalista; Simona Rolandi,Rai Sport. Modera: Giorgio Matteoli, Tgr Rai.

Festival del giornalismo 2015. Cerimonia di premiazione “Premio InFormazione”

Data appuntamento: giovedì 16 aprile ore 11.30

“CERIMONIA DI PREMIAZIONE: PREMIO InFORMAZIONE – NUNZIO BASSI”
Perugia, Palazzo Sorbello

Il concorso – la cui dotazione quest’anno è di 7000 euro – è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia e scomparso due anni fa. Organizzato dall’AGSP e dalla Rappresentanza italiana della Commissione europea, con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra, il premio è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane.

Intervengono:
Lucio Battistotti, direttore Rappresentanza italiana Commissione UE
Dante Ciliani, presidente Ordine dei giornalisti dell’Umbria
Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia

Festival del giornalismo 2015. “Vita da freelance”

Data appuntamento: giovedì 16 aprile ore 11.45

“VITA DA FREELANCE”
Perugia, Palazzo Sorbello

Dalla Striscia di Gaza all’Ucraina, da Scampia alle banlieues parigine.
Giornalisti a tutti i costi, spesso anche a rischio della propria vita. Incontro ravvicinato con i freelance, categoria invisibile e instancabile cui si deve la  gran parte delle notizie provenienti da scenari di guerra, ma anche molte delle cronache nostrane.

Intervengono:
Pierluigi Camilli, sindaco Pitigliano
Alessandro Di Maio, giornalista freelance
Gabriele Micalizzi, CesuraLab
Valentina Parasecolo, Vice

Modera:
Fausto Bertuccioli, Gr Rai, Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia

Festival del giornalismo 2015. “L’epica minore dello sport: brocchi, gregari, perdenti”

Data appuntamento: giovedì 16 aprile ore 19.00

“L’EPICA MINORE DELLO SPORT: BROCCHI, GREGARI, PERDENTI”
Perugia, Sala del Dottorato

 Come raccontare lo sport nel tempo dell’ossessiva presenza televisiva, salvando il piacere della narrazione. Un tempo erano i giornalisti, testimoni oculari delle gesta di campioni come Meazza o Bartali, a fare da tramite con il pubblico, in un racconto che è talvolta trasecolato nella leggenda. Oggi sopravvive un’epica minore, conseguenza delle “dirette” prima e della “pay-per-view” poi. Esistono però ancora esperimenti di narrazione degli atleti che evitano che il marketing aziendale sequestri definitivamente lo sport: dal best-seller di Agassi alle storie su Socrates.

Intervengono:
Angelo Carotenuto, La Repubblica
Giorgio Porrà, Sky Sport
Christiano Presutti, co-fondatore Fùtbologia
Wu Ming 3, scrittore

Modera:
Paolo Piras, Tg3

Festival del giornalismo 2015. “Media indipendenti russi nell’era di Putin”

Data appuntamento: sabato 18 aprile ore 16.30

“MEDIA INDIPENDENTI RUSSI NELL’ERA DI PUTIN”
Perugia, Hotel Brufani – Sala Raffaello

La Costituzione russa sancisce chiaramente il divieto di censura (capitolo 2, articolo 29.5). Ciononostante, nel corso degli ultimi 15 anni, il regime di Putin si è impegnato fortemente per monopolizzare lo spazio dei media. Diversi i metodi usati: direttori obbligati a dimettersi, giornalisti uccisi o picchiati, media costretti a chiudere. In questo drammatico contesto politico direttori e giornalisti, riviste e siti web, non disposti a rinunciare ai propri diritti costituzionali, si trovano ad affrontare una sfida ardua. Per affrontarla e sopravvivere, hanno bisogno di sviluppare strategie e tattiche appropriate. Il sito della testata giornalistica meduza.io, per esempio, ha trasferito la propria sede all’estero. Per alcuni mesi, TV RAIN ha trasmesso da uno studio arrangiato all’interno di un appartamento privato. La piattaforma web OpenRussia ha scelto di non registrarsi come organo di stampa. In questa sessione, giornalisti e direttori in rappresentanza dei media indipendenti russi condivideranno le proprie esperienze, delineando il futuro della loro missione.

Intervengono:
Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista
Ivan Kolpakov, vicedirettore Meduza
Veronika Koutsyllo, direttrice OpenRussia
Maria Makeeva, vicedirettrice Tv Rain

Modera:
Elisabetta Terigi, Tgr Rai

Festival del giornalismo 2015. “Il talk-show è davvero finito?”

Data appuntamento: venerdì 17 aprile ore 18.00

“IL TALK-SHOW E’ DAVVERO FINITO? DOVE VA IL RACCONTO TV DELLA POLITICA”
Perugia, Teatro della Sapienza

Un tempo i talk show erano la terza camera della repubblica, gli studi televisivi scelti per i grandi annunci e per i confronti più attesi. Oggi, per gli annunci basta un tweet e il pubblico mostra maggior interesse per una Tv che va in strada e racconta il paese più vero. Può il talk show resistere a tutto questo o è destinato a passare alle teche? E quali nuove forme di racconto si fanno strada?

Intervengono:
Francesca Barra, giornalista e scrittrice
Mia Ceran, Millenium Rai Tre
Pierluigi Pardo, Sport Mediaset
Andrea Vianello, Direttore RaiTre

Modera:
Mario De Pizzo, RaiNews24

Festival del giornalismo 2014. Articoli, foto e video degli incontri organizzati dall’AGSP

Per l’ottavo anno consecutivo l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia è stata fra i partner del Festival internazionale del Giornalismo di Perugia (30 aprile – 4 maggio). Tre i panel organizzati su altrettanti temi: libertà di stampa e media indipendenti in Russia, la crisi in Ucraina e la sfida della formazione giornalistica continua.

A questi panel si è aggiunta la premiazione dei vincitori del Premio “InFormazione” riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo e organizzato dall’AGSP in memoria di Nunzio Bassi, coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia scomparso lo scorso ottobre.

Di seguito gli articoli, le foto e i video degli eventi organizzati al Festival dall’AGSP:

– “Ucraina, reporter in trincea
– “I media indipendenti in Russia: il caso di Rain Tv
– “La formazione non finisce mai

Premiazione vincitori Premio “Informazione” – Nunzio Bassi.

IJF14, “Ucraina, reporter in trincea”

Le proteste di Euro Maidan, la fuga di Yanukovich, la Crimea e ora le tensioni nell’est nel paese: da mesi l’Ucraina è al centro dell’attenzione mediatica mondiale. Il lavoro dei giornalisti, ucraini e stranieri, sul territorio non sempre è facile ed inevitabilmente si corre il rischio di dare una copertura parziale o distorta di quanto accade sul campo.
Si è discusso di tutto questo al Festival del giornalismo di Perugia durante il panel “Ucraina: reporter in trincea” organizzato dall’Associazione giornalisti Scuola di Perugia (AGSP). All’incontro, moderato da Marcello Greco (Segretario AGSP e giornalista del Tg3), hanno preso parte Anna Babinets, Lucia Goracci, Mustafa Nayem e Olga Tokariuk.

Un Paese prigioniero della sua storia – L’Ucraina è un paese difficile da narrare e i recenti scontri nell’est del paese di certo non aiutano. Molti, infatti, si chiedono se l’Ucraina non sia sull’orlo di una guerra civile. Secondo Lucia Goracci, inviata di RaiNews24, “l’Ucraina sconta la sua geografia, condannata dalla sua condizione geopolitica di ponte tra Russia ed Europa. È un paese che è ancora perseguitato dai fantasmi del suo passato”. Eppure, “è anche un paese che ha fatto la sua scelta e ha scelto la democrazia”.

Giornalisti e cittadini – Mustafa Nayem, giornalista ucraino e co-fondatore della web tv indipendente Hromadske.TV, ha raccontato le proteste di piazza Maidan sin dalle prime ore. “All’inizio in piazza c’erano solo giovani e giornalisti. In molti hanno dipinto la protesta come un conflitto tra governo e opposizione, ma non era assolutamente vero. Maidan non è stata la protesta dei politici. Al massimo si può parlare di un conflitto tra due generazioni, quella delle persone nate all’epoca dell’Unione sovietica e quelle nate negli anni duemila”. Due punti di vista diversi, che però, come sottolinea Nayem, convivono in un’unica nazione. E ai tempi di Maidan per i giornalisti era anche più semplice fare il proprio lavoro, racconta Olga Tokariuk, giornalista freelance. “All’inizio non c’erano incidenti, anzi le persone volevano raccontare e raccontarsi. Da quando è iniziata la repressione del governo, però, la situazione è cambiata. Non importava da che parte stavi, il giornalismo in generale veniva preso di mira”. La stessa cosa sta accadendo adesso nell’est del paese.

Il lavoro dei media occidentali – Alcuni aspetti della vicenda ucraina sono particolarmente complessi da comprendere fino in fondo e raccontare ad un pubblico che vive a migliaia di chilometri di distanza, primo tra tutti la presenza di elementi di estrema destra. Secondo Tokariuk, la loro importanza è stata esagerata e in parte lo si deve alla copertura episodica fornita dai media stranieri. “Inevitabilmente gli scontri attirano un’attenzione maggiore, ma dando rilevanza agli episodi di conflitto si finisce con il lasciare dei buchi che rendono difficile per il pubblico capire cosa sta effettivamente accadendo nel paese. Chi è lontano non comprende che tra un episodio violento e l’altro esiste un movimento pacifico”.

E i nuovi modelli per raccontare l’Ucraina – Il bisogno di un’informazione indipendente sul territorio, per reagire al flusso costante di propaganda russa e per far sentire la voce dei giornalisti e dei cittadini ucraini che stenta ad avere un’eco all’estero, ha portato alla nascita di nuovi strumenti. Un esempio è la web tv Hromadske.TV, che è il primo mezzo d’informazione ucraino a essere finanziato dagli spettatori e non dai soliti politici e oligarchi. Senza dimenticare lo straordinario lavoro investigativo dei volontari e dei giornalisti di Yanukovich Leaks, che grazie ai documenti recuperati nella residenza dell’ex presidente sono riusciti a ricostruire l’impero della corruzione messo in piedi da Yanukovich prima della sua fuga dal paese.

Caterina Villa

RaiNews. La stampa dopo Snowden e la Guerra tra media e verità

rainews24_ijf14_agsp

Il caso Snowden, il rapporto tra lobby e potere, l’Europa e l’euro, la comunicazione politica e la sua influenza sulla narrazione giornalistica, il futuro del giornalismo all-digital, il rapporto tra giornalismo e precariato. Il Festival di Perugia viaggia a vele spiegate nella sua seconda giornata di rassegna. Uno dei panel più attesi è stato quello dedicato dedicato al Datagate che, insieme a Wikileaks, ha cambiato il modo di fare giornalismo. Protagonisti Andy Carvin First Look Media, Carola Frediani una delle giornaliste italiane che ha seguito più da vicino il caso Snowden, Dan Gillmor docente alla Walter Cronkite J-School, Jillian York Electronic Frontier Foundation e James Ball del Guardian.

La sicurezza informatica, alla luce di quanto scoperto dalle rivelazioni di Snowden, è diventata per il reporter del Guardian una necessità impellente per chi faccia informazione su certi temi e non solo: “Solo 12 mesi fa – ha spiegato Ball – quasi nessuno sapeva cosa fosse la criptografia, oggi tutti abbiamo una chiave PGP”. Citando lo scoop per cui il giornale inglese ha vinto anche il Pulitzer, York ha ribadito quanto sia fondamentale lavorare dal punto di vista delle policy e delle leggi che difendano i diritti digitali: “Occorre un cambiamento culturale ampio, perché spesso le persone non sono consapevoli delle minacce personali cui sono esposte”.

Tra gli ospiti d’eccezione sbarcati a Perugia anche politici di rilievo come il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, l’ex ministro del’ immigrazione Cecile Kyenge e il senatore Mario Monti. Intervenuto a un incontro sull’Europa e l’Euro, l’ex presidente del Consiglio, ha attaccato il premier Matteo Renzi: “Sono un ammiratore di Renzi, ma mi ha molto colpito che nei suoi vertici europei abbia detto una cosa che io non avrei mai detto e cioè che l’Italia non è lo studente asinello da mettere dietro la lavagna. Trovo gravissimo che un’autorità istituzionale dica questo, perché significa ammettere che ci possa essere da parte dei partner europei questa visione”.

Nel pomeriggio il rapporto tra guerre e media è stato al centro di diversi dibattiti. Dalla difficile situazione della stampa in Russia ma anche la guerra in Siria messa un po’ da parte dalla stampa dopo lo scoppio della crisi in Ucraina. Di Damasco si è discusso con Sakhr Al-Makhadhi J Magazine, Sam Dagher The Wall Street Journal, Marwan Maalouf co-fondatore Menapolis, Joe Parkinson The Wall Street (11.30 Sala del Dottorato) e dell’Ucraina e dei reporter in trincea con Anna Babinets co-fondatrice Slidstvo.Info, Lucia Goracci RAI News 24, Marcello Greco TG3, Mustafa Nayem co-fondatore Hromadske.TV, Olga Tokariuk giornalista freelance, a cura di Associazione Giornalisti Scuola di Perugia (10.30 Sala Raffaello, Hotel Brufani).

E ancora, le tematiche ambientali, la necessità di una nuova informazione che regredisca dall’attuale catastrofismo insito nella comunicazione di massa, hanno dato vita all’incontro con il meteorologo Luca Mercalli, Simonetta Lombardo, Stefano Cesarini del politecnico di Milano, Alex Sorokin, presidente InterEnergy: “Pianeta Rovente, Comunicare il cambiamento climatico oltre la catastrofe”. Le notizie vengono spesso enfatizzate da una estremizzazione sulle reali condizioni di salute del pianeta, in grado di indurre paure a volte infondate. È necessario quindi, responsabilizzare i lettori ad un giornalismo critico, che sia in grado di distruggere falsi miti, mettere in atto interventi sul territorio, e non dimenticare il rispetto per la Terra.

Non é mancato poi, un dibattito sui nuovi format che stanno crescendo per raccontare le notizie mentre Mathew Ingram di Gigaom ha partecipato al panel “Verification Handbook” dove é stata presentata una guida definitiva per la verifica dei contenuti online: si tratta di un manuale che offre i migliori consigli pratici su come verificare e utilizzare le informazioni fornite dai social network e non solo.

Per il terzo anno consecutivo, infine, i precari dell’informazione si sono incontrati a Perugia per discutere di condizioni di lavoro sempre più drammatiche. Testimonianze dirette con interventi degli esponenti istituzionali e dei coordinamenti territoriali di base dei giornalisti precari.

[www.rainews.it/dl/rainews/articoli/La-stampa-dopo-Snowden-e-le-Guerra-tra-media-e-verita-a6ef629a-6ff4-40d8-992c-0d33f859f0e0.html]

L’Agsp al Festival del giornalismo 2014 – Perugia, 30 aprile-4 maggio

agsp_ijf14Anche quest’anno l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia parteciperà al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, in programma dal 30 aprile al 4 maggio nel capoluogo umbro. Una collaborazione lunga otto anni quella che lega l’AGSP al Festival, nata nel 2007 e sugellata quest’anno dall’organizzazione di 3 panel e di un premio di giornalismo.

 

Questi, nel dettaglio, gli eventi targati “AGSP”.

“LA FORMAZIONE NON FINISCE MAI”
Sala del Dottorato – 2 maggio ore 16

In Italia, ma anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, si registra un costante calo di credibilità dei media tradizionali e degli stessi servizi pubblici radiotelevisivi. Citizen journalism, social network e crescente avversione per tutte le “caste” stanno mettendo in crisi i modelli del passato. Una delle strade per riconquistare il proprio ruolo può passare attraverso la formazione, certificata, continua e indipendente dei giornalisti che si trasforma così in una garanzia per l’utente? La BBC ha da anni una propria scuola di formazione permanente ad uso dei propri reporter. La Rai, che da oltre 20 anni forma giovani giornalisti, avvierà presto dei corsi di aggiornamento anche per il proprio personale interno. E dal 1° gennaio 2014 la formazione continua – così ha deciso l’Ordine dei giornalisti – diventerà un obbligo per tutti i giornalisti. Come funziona nel resto d’Europa? Quali modelli risultano vincenti?

Intervengono: Anne Morrison, direttrice della BBC Academy; Steve Doig, W. Cronkite J-School; Sergio Rizzo, Corriere della Sera; Gerardo Greco, conduttore di Agorà – RaiTre.
Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

[L’evento è stato accreditato presso l’Ordine dei giornalisti. Chi parteciperà – previa iscrizione online – otterrà dunque dei crediti formativi]

“PREMIO INFORMAZIONE” – Cerimonia di premiazione
Perugia, Sala del Dottorato – 2 maggio ore 16

Organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia – con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra – il concorso è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane. Il Premio è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia e scomparso nell’ottobre scorso.

Intervengono: Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia; Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine giornalisti Umbria.

– “UCRAINA: GIORNALISTI IN TRINCEA”
Hotel Brufani, Sala Raffaello – 1 maggio ore 10.30

Hanno raccontato giorno dopo giorno l’evolversi della crisi in Ucraina: dalle proteste di piazza Maidan, che hanno portato alla cacciata del Presidente Yanukovich, all’annessione della Crimea alla Russia. Un compito che i giornalisti ucraini hanno svolto, e continuano a svolgere, nonostante le minacce e le brutali aggressioni subite.

Intervengono: Mustafa Nayem, Hormadskoye TV; Lucia Goracci, RaiNews24; Anna Babinets, co-fondatrice del sito “YanukovychLeaks”; Olga Tokariuk, freelance.
Modera: Marcello Greco, Tg3 Rai e Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

“MEDIA INDIPENDENTI IN RUSSIA: IL CASO DI TV RAIN”
Hotel Brufani, Sala Raffaello – 1 maggio ore 16

Da quando Vladimir Putin è tornato al Cremlino nel 2012, i media russi hanno dovuto fare i conti con una forte pressione esercitata da parte delle autorità. La vita è diventata particolarmente dura per i pochi mezzi di informazione cosiddetti indipendenti che osano sfidare la censura e la linea dettata dal Cremlino. Alcuni editori sono stati costretti a chiudere, diversi giornalisti hanno perso il proprio lavoro. Qual è il panorama attuale dei media indipendenti nella Russia di Putin? E come riescono a sopravvivere?

Intervengono: Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista; Tikhon Dzyadko, vice direttore Rain Tv; Karén Shainyan, Slon.ru; Mikhail Zygar, direttore di Rain Tv.
Modera: Antonio Di Bartolomeo, Tgr Rai.