Formazione: AGSP e Commissione UE lanciano due nuovi corsi da 7 crediti ciascuno

Dopo il successo dei primi due eventi organizzati a Roma lo scorso autunno, l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e la Rappresentanza in Italia della Commissione europea lanciano un nuovo pacchetto di incontri su temi europei destinati ai giornalisti, nell’ambito della formazione continua professionale.

I nuovi corsi – la cui partecipazione è interamente gratuita – sono in programma a Roma presso lo Spazio Europa (via IV Novembre 149) il 24 e il 31 marzo 2015 (dalle 9.30 alle 16.30).

agsp_commissione_ueIl primo incontro sarà dedicato alle “Istituzioni, politiche e fonti d’informazione dell’Unione Europea“. Il secondo approfondirà temi quali la politica economica e monetaria dell’Ue, la governance economica e le strategie per la crescita.

Gli eventi – organizzati in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Lazio e accreditati presso l’Ordine nazionale dei giornalisti – daranno diritto a 7 crediti formativi ciascuno.

Per iscriversi (i posti disponibili sono 100 per ciascun corso) occorre collegarsi alla piattaforma Sigef dell’Ordine [https://sigef-odg.lansystems.it/sigef/].

Europa e Italia: istituzioni, politiche, fonti d’informazione europee

Nell’ambito della Formazione continua professionale, l’Ordine dei giornalisti del Lazio, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia, organizza un un Corso di formazione nel quadro delle istituzioni, politiche, fonti d’informazione e fondi europei tra Europa e Italia.
Il seminario si svolgerà lunedi 20 ottobre presso lo Spazio Europa, in via IV Novembre 149, sede a Roma, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Il Direttore della Rappresentanza, Lucio Battistotti, darà i benvenuto ai partecipanti, mentre modera il corso Tiziana di Simone.

L’evento è riservato ai giornalisti, e i partecipanti vedranno riconosciuti 8 crediti formativi; la partecipazione è del tutto gratuita.

http://ec.europa.eu/italy/events/2014/20141020_corso_giornalisti_it.htm

Formazione: AGSP e Commissione UE lanciano due corsi sull’Europa

agsp_commissione_ueL’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e la Rappresentanza in Italia della Commissione europea lanciano un nuovo pacchetto di incontri su temi europei destinati ai giornalisti.
I primi due appuntamenti – la cui partecipazione è interamente gratuita – sono in programma a Roma, presso lo Spazio Europa (via IV Novembre 149), il 20 ottobre e il 20 novembre 2014 (dalle 9.30 alle 16.30).

Il primo incontro sarà dedicato alle “Istituzioni, politiche e fonti d’informazione dell’Unione Europea“. Il secondo approfondirà temi quali la politica economica e monetaria dell’Ue, la governance economica e le strategie per la crescita.
Gli eventi – organizzati in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Lazio e accreditati presso l’Ordine nazionale dei giornalisti – daranno diritto a 8 crediti formativi ciascuno.

Per iscriversi (i posti disponibili sono 120 per ciascun corso) occorre collegarsi al sito dell’Ordine [https://sigef-odg.lansystems.it:8443/sigef/default.jsp].

Festival del giornalismo 2014. Articoli, foto e video degli incontri organizzati dall’AGSP

Per l’ottavo anno consecutivo l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia è stata fra i partner del Festival internazionale del Giornalismo di Perugia (30 aprile – 4 maggio). Tre i panel organizzati su altrettanti temi: libertà di stampa e media indipendenti in Russia, la crisi in Ucraina e la sfida della formazione giornalistica continua.

A questi panel si è aggiunta la premiazione dei vincitori del Premio “InFormazione” riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo e organizzato dall’AGSP in memoria di Nunzio Bassi, coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia scomparso lo scorso ottobre.

Di seguito gli articoli, le foto e i video degli eventi organizzati al Festival dall’AGSP:

– “Ucraina, reporter in trincea
– “I media indipendenti in Russia: il caso di Rain Tv
– “La formazione non finisce mai

Premiazione vincitori Premio “Informazione” – Nunzio Bassi.

IJF14, “La formazione non finisce mai”

Il giornalismo è solo una casta che resiste malamente ai grandi cambiamenti tecnologici e comunicativi degli ultimi anni oppure ha ancora qualche buona carta da giocare?

Secondo quanto è emerso nell’incontro organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia, dal titolo “La Formazione non finisce mai”, l’ultimo jolly si chiama “formazione continua”. A dirlo non solo giornalisti italiani di grande esperienza come Gerardo Greco (conduttore di Agorà ed ex allievo della scuola di Perugia), Sergio Rizzo (Corriere della Sera) e Fausto Bertuccioli (Presidente dell’Asgp), ma anche Steve Doig dell’americana Walter Cronkite Journalism School e Anne Morrison, direttrice della Bbc Accademy.

Il dibattito si è aperto con le domande provocatorie di Bertuccioli: “Insomma come si diventa giornalisti? Come ci si forma e, soprattutto, quando e perché?”.
Se l’ingresso nel mercato del lavoro è sempre più difficile, anche la stessa permanenza nella categoria, in qualità di soggetti capaci di raccontare ciò che accade in modo credibile, ogni giorno è più complicata. La professione – è stato detto durante la tavola rotonda – cambia non di anno in anno ma addirittura di ora in ora. La rete pullula infatti di bloggers, voci anonime e semplici appassionati che spesso riescono a fare la voce grossa e a catalizzare una buona fetta dell’opinione pubblica.
Sergio Rizzo spiega: “abbiamo dato al mondo esempi meravigliosi di giornalismo ma anche molto negativi, siamo stati a lungo tempo una casta incapace di rinnovarsi e aprirsi. Troppo legata al potere politico”.

Il dibattito sul ruolo delle scuole di giornalismo è centrale. Ad oggi infatti sembra l’unico modello vincente. Così Steve Doig della Cronkite Journalism School: “Il modello di scuola di giornalismo americana è molto simile all’accademia dell’esercito. Una vera full-immersion dove si chiede ai ragazzi non solo di studiare, ma anche di realizzare prodotti degni di essere piazzati sul mercato”. “Il mondo è cambiato -ha detto ironica Anne Morrison della Bbc Accademy – anche se qualcuno non sembra accorgersene. Noi giornalisti dobbiamo anticipare i cambiamenti, non corrergli dietro”.

Nicola Mechelli

Perugia, la formazione non finisce mai

ucsiLa formazione del giornalista deve avvenire non solo prima, ma anche durante il proseguire della professione. Ciò si collega strettamente alla visione del giornalismo come una casta chiusa e legata a doppio filo con il potere. Come svincolarsi da questa concezione? Questo è stato sostenuto dal presidente dell’Associazione giornalisti scuola di Perugia, Fausto Bertuccioli.

La BBC, eccellenza storica nel mondo del giornalismo, è famosa per la formazione che impartisce costantemente al suo personale. A parlarne è Anne Morrison, direttrice della BBC Academy, scuola dell’emittente inglese che si occupa proprio di formazione giornalistica. All’interno della BBC, la formazione è obbligatoria e continua, così da garantire una crescita in corrispondenza anche con il ruolo che nella testata si occupa. Si va dalla scrittura alla gestione dei social media, da corsi di etica professionale a quelli di leadership e direzione giornalistica. Non solo: nell’ottica della condivisione e della trasparenza, sul sito della BBC tutte queste informazioni sono liberamente accessibili. L’obiettivo non è solo formare giornalisti esperti, ma anche insegnare a prevedere i mutamenti di una professione e di una realtà in costante divenire. Un cambiamento storico è per esempio quelle delle piattaforme usate dalla testata: non solo la televisione o i computer, ma gli smartphone e i tablet, con tutte le diversità di linguaggio che ciò comporta. Ancora, si aggiungono nuovi formati, da youtube ai blogger: la BBC intende offrire qualcosa di diverso puntando sulla propria credibilità.

Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera e scrittore del famoso libro La casta, è partito proprio dalla definizione che lui ha introdotto in Italia: “il giornalismo è percepito come la peggiore delle caste”. La crisi è grave, ma il giornalismo è sempre stato una casta. Il legame tra politica e giornalismo è fortissimo, e l’unica strada percorribile è quella della trasparenza. L’Ordine dei Giornalisti, ora come ora, svolge in maniera inadeguata la propria funzione, non difendendo i meritevoli e non punendo gli scorretti. “Il mestiere è in crisi perché la figura è in crisi”: è necessario un profondo esame di coscienza, una revisione del modo italiano di fare giornalismo che non voglia dire compiere dei semplici tagli economici orizzontali, ma una rinuncia a molti privilegi e asservimenti.

Secondo Gerardo Greco, conduttore di Agorà presso RAI 3, proprio tramite la formazione è possibile recuperare la credibilità persa. La RAI ha intenzione di avviare delle procedure di formazione interna che probabilmente partiranno proprio da Perugia. In ogni caso, il rapporto tra politica e giornalismo è complicato, ed oggi sono quasi più i politici ad aggrapparsi ai giornalisti che il contrario. È importante mantenere la distanza, mettere dei paletti, così da avviare un confronto dialettico. La professione è in crisi, sì, eppure attira ancora molta attenzione. Lo stesso formato del talkshow richiede una profonda revisione: l’obiettivo è riuscire a coinvolgere e a far dialogare la realtà del paese con la politica.

Negli Stati Uniti cambia forse la scuola di giornalismo, ma i problemi restano simili. A parlarne è Steve Doig, docente presso la Walter Cronkite J-School. La formazione americana può essere paragonata alla formazione in un policlinico: più che la teoria, conta l’approccio diretto con la realtà. Gli studenti sono invitati a lanciarsi subito sulla strada: il metodo giornalistico non si impara nei banchi della scuola, ma confrontandosi direttamente con la realtà. Ancora, negli Stati Uniti il problema non sta tanto nell’insorgere di nuovi strumenti con i quali ottenere informazioni, ma nell’incapacità del pubblico di distinguere tra giornalisti e meri opinionisti politici. Un giornalista è in grado di cogliere la differenza, ma come dare la possibilità al pubblico di fare altrettanto? Uno dei migliori meccanismi è quello di un controllo esterno tramite siti specializzati.

Negli ultimi minuti del panel, sono sorti dubbi sul futuro del giornalismo. Cambieranno le piattaforme, cambierà il suo volto, ma non la necessità di una narrazione della realtà, necessità che, afferma Anne Morrison, “è qualcosa di fondamentale nella natura umana, cioè la voglia di sentire storie, storie vere, precise. L’istinto è di sapere le cose del mondo, e questo rimarrà”.

[www.ucsi.it/index.php/la-professione/5063-perugia-tanti-modi-per-raccontare-le-notizie-e-la-formazione-non-finisce-mai.html]

L’Agsp al Festival del giornalismo 2014 – Perugia, 30 aprile-4 maggio

agsp_ijf14Anche quest’anno l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia parteciperà al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, in programma dal 30 aprile al 4 maggio nel capoluogo umbro. Una collaborazione lunga otto anni quella che lega l’AGSP al Festival, nata nel 2007 e sugellata quest’anno dall’organizzazione di 3 panel e di un premio di giornalismo.

 

Questi, nel dettaglio, gli eventi targati “AGSP”.

“LA FORMAZIONE NON FINISCE MAI”
Sala del Dottorato – 2 maggio ore 16

In Italia, ma anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, si registra un costante calo di credibilità dei media tradizionali e degli stessi servizi pubblici radiotelevisivi. Citizen journalism, social network e crescente avversione per tutte le “caste” stanno mettendo in crisi i modelli del passato. Una delle strade per riconquistare il proprio ruolo può passare attraverso la formazione, certificata, continua e indipendente dei giornalisti che si trasforma così in una garanzia per l’utente? La BBC ha da anni una propria scuola di formazione permanente ad uso dei propri reporter. La Rai, che da oltre 20 anni forma giovani giornalisti, avvierà presto dei corsi di aggiornamento anche per il proprio personale interno. E dal 1° gennaio 2014 la formazione continua – così ha deciso l’Ordine dei giornalisti – diventerà un obbligo per tutti i giornalisti. Come funziona nel resto d’Europa? Quali modelli risultano vincenti?

Intervengono: Anne Morrison, direttrice della BBC Academy; Steve Doig, W. Cronkite J-School; Sergio Rizzo, Corriere della Sera; Gerardo Greco, conduttore di Agorà – RaiTre.
Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

[L’evento è stato accreditato presso l’Ordine dei giornalisti. Chi parteciperà – previa iscrizione online – otterrà dunque dei crediti formativi]

“PREMIO INFORMAZIONE” – Cerimonia di premiazione
Perugia, Sala del Dottorato – 2 maggio ore 16

Organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia – con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra – il concorso è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane. Il Premio è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia e scomparso nell’ottobre scorso.

Intervengono: Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia; Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine giornalisti Umbria.

– “UCRAINA: GIORNALISTI IN TRINCEA”
Hotel Brufani, Sala Raffaello – 1 maggio ore 10.30

Hanno raccontato giorno dopo giorno l’evolversi della crisi in Ucraina: dalle proteste di piazza Maidan, che hanno portato alla cacciata del Presidente Yanukovich, all’annessione della Crimea alla Russia. Un compito che i giornalisti ucraini hanno svolto, e continuano a svolgere, nonostante le minacce e le brutali aggressioni subite.

Intervengono: Mustafa Nayem, Hormadskoye TV; Lucia Goracci, RaiNews24; Anna Babinets, co-fondatrice del sito “YanukovychLeaks”; Olga Tokariuk, freelance.
Modera: Marcello Greco, Tg3 Rai e Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

“MEDIA INDIPENDENTI IN RUSSIA: IL CASO DI TV RAIN”
Hotel Brufani, Sala Raffaello – 1 maggio ore 16

Da quando Vladimir Putin è tornato al Cremlino nel 2012, i media russi hanno dovuto fare i conti con una forte pressione esercitata da parte delle autorità. La vita è diventata particolarmente dura per i pochi mezzi di informazione cosiddetti indipendenti che osano sfidare la censura e la linea dettata dal Cremlino. Alcuni editori sono stati costretti a chiudere, diversi giornalisti hanno perso il proprio lavoro. Qual è il panorama attuale dei media indipendenti nella Russia di Putin? E come riescono a sopravvivere?

Intervengono: Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista; Tikhon Dzyadko, vice direttore Rain Tv; Karén Shainyan, Slon.ru; Mikhail Zygar, direttore di Rain Tv.
Modera: Antonio Di Bartolomeo, Tgr Rai.