Festival del giornalismo 2015. Articoli, foto e video degli eventi targati AGSP

Per il nono anno consecutivo l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia è stata fra i partner del Festival internazionale del Giornalismo di Perugia (15-19 aprile). Sei i panel organizzati sui seguenti temi: libertà di stampa e media indipendenti in Russia, guerra in Ucraina, crisi del talkshow, giornalismo sportivo, freelance.

A questi panel si è aggiunta la premiazione dei vincitori dell’edizione 2015 del Premio “InFormazione” riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo e organizzato dall’AGSP in memoria di Nunzio Bassi, storico coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia.

Di seguito gli articoli, le foto e i video degli eventi organizzati al Festival dall’AGSP:

– “Vita da freelance
– “L’epica minore dello sport: brocchi, gregari e perdenti
– “La guerra in Ucraina vista dai media indipendenti russi
– “Il talkshow è davvero finito?”
– “Media indipendenti russi nell’era di Putin
– “Giornalismo sportivo al femminile“.

Premiazione vincitori Premio “Informazione” – Nunzio Bassi (edizione 2015).

IJF15, “Media indipendenti russi nell’era di Putin”

Direttori forzati a dimettersi; giornalisti minacciati; giornali costretti a chiudere. È l’istantanea di un Paese, la Russia, nel quale fare informazione è sempre più complicato. Al panel “Media indipendenti in Russia sotto il regime di Putin”, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia, giornalisti e direttori di testate russe indipendenti hanno raccontato le difficoltà con le quali si scontrano ogni giorno, nel tentativo di fornire un’informazione libera.

Secondo l’organizzazione non governativa Freedom House, la Russia occupa il 176° posto nel mondo in quanto a libertà di informazione. «Una catastrofe» apostrofa Zygmunt Dziecilowski, giornalista e documentarista polacco che da anni segue le vicende della Russia putianiana.

«Com’è possibile – incalza Maria Makeeva, vice direttrice di TV RAIN – che questo accada nel Paese di Tchaikovskj, Tolstoj, Dostoevskij e Rachmaninov? Cinque anni fa era quasi impossibile pensare all’esistenza di media indipendenti in Russia. Noi ce l’abbiamo fatta, ma speravamo di essere i primi, non gli unici».

La marginalità dei media indipendenti è al centro del dibattito e svela un lato sensibile e molto discusso. Esito della gigantesca forza di propaganda del governo, i cui sondaggi mostrano l’86% dei cittadini schierati a favore di Putin. «Fino a due anni fa l’internet in Russia era una delle reti più libere del mondo. Ora i direttori sanno che il loro sito potrebbe essere chiuso dall’amministrazione presidenziale in una o due ore in qualsiasi momento». A parlare è Ivan Kolpakov, vicedirettore e fondatore di Meduza, sito che ha trasferito la propria sede a Riga per ragioni di sicurezza. Libera stampa russa in esilio, come è stato definito.

Su internet vivono molti dei media indipendenti russi, alcuni con sede all’estero. A Riga opera il già citato Meduza: sito d’informazione indipendente, nato dopo il forzato e molto discusso licenziamento della direttrice di Lenta.ru, il quinto portale più seguito in Europa. «Dobbiamo sforzarci di certificare le notizie – spiega il vicedirettore Ivan Kolpakov – usando tutti i mezzi possibili: dai social alla posta elettronica, tramite l’uso di mailing list che ci permettano di trasmettere anche nell’eventualità in cui il sito venisse bloccato. Gli utenti sono disorientati dalla propaganda che sta avanzando. I media tradizionali si stanno disgregando sotto l’influenza delle pressioni. Noi dobbiamo recuperare i lettori». Da Ginevra, invece, trasmette kashin.guru, il sito fondato dal giornalista Oleg Kashin, aggredito a Mosca nel 2010 e che ora, dalla Svizzera, continua a lavorare per media russi indipendenti online.

In Sala Raffaello sono state mostrate le immagine della redazione di OpenRussia, testata non registrata, finanziata da uno dei più noti oppositori politici russi e recentemente messa sotto sequestro. Foto e video che testimoniano la problematicità di fare, oggi, un giornalismo indipendente in Russia. Il futuro? «In un periodo così drammatico – afferma Zygmund Dzieciolowski, – il ruolo dei media indipendenti non potrà che crescere. Meduza, TV RAIN e OpenRussia ne sono già un esempio».

Paolo Andreatta

IJF15, “Giornalismo sportivo al femminile”

Novembre 1973. Una ragazza di 27 anni riesce a farsi accompagnare nella camera d’albergo di un famoso calciatore italiano. Vorrebbe intervistarlo, ma lui è in silenzio stampa da sei mesi. Lei gli spiega la situazione, sperando che accetti. La tensione la porta alle lacrime: “In questo momento, ha in mano la mia carriera”, gli rivela.

Pochi giorni prima, infatti, il direttore della Gazzetta dello sport l’ha sfidata: se gli avesse portato un’intervista di quel campione, l’avrebbe assunta. Rendendola, di fatto, la prima donna a occuparsi di giornalismo sportivo in Italia.

Quel famoso giocatore la guarda. Valuta. Poi, decide: “Apra il taccuino, iniziamo l’intervista”.

Comincia così la carriera di Rosanna Marani, la pioniera delle donne nel giornalismo sportivo. Quel campione era Gianni Rivera.

Sono passati più di quarant’anni da allora, eppure la declinazione femminile del giornalismo sportivo non conosce ancora una vera consacrazione. A frenarla è soprattutto lo scetticismo dei colleghi maschi, ma pesano anche casi di approcci non proprio felici tra le donne e la cronaca sportiva. Episodi di ignoranza sul campo, spesso commessi da giornaliste avvenenti ma non troppo preparate. Secondo Nicoletta Grifoni, voce storica di Tutto il calcio minuto per minuto, sono scivoloni che “fanno tornare indietro” la credibilità femminile in questo campo.

Rosanna Marani e Nicoletta Grifoni, insieme a Elisa Calcamuggi e Simona Rolandi, hanno parlato proprio di questo nel panel “Giornalismo sportivo: singolare femminile?”, moderato da Giorgio Matteoli e organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

Una chiacchierata ricca di aneddoti e riflessioni, in cui non è mancata una nota di speranza: “Dopo diciotto anni di lavoro – racconta Simona Rolandi – ringrazio ogni giorno di non sentirmi dire più di tornare a fare la calzetta. Ma c’è ancora tanto da lottare. Per emergere servono professionalità e umiltà”.

Solo così si riuscirà a uscire dai pregiudizi e dalle facili ironie: “Mi hanno chiesto spesso se ho avuto delle love story con qualche calciatore”, ricorda, un po’ infastidita, Rosanna Marani. “Ma ho sempre risposto che non sono abituata a portarmi il lavoro a casa”.

Marco Frongia

IJF15, “La guerra in Ucraina vista dai media russi indipendenti”

La guerra in Ucraina è una guerra che parla russo. Russi che sparano contro altri russi, che combattono contro gente che parla la loro stessa lingua. E a Mosca l’immagine del conflitto è unilaterale. Le istantanee del conflitto di Crimea restituite dalle testate russe sono immagini in bianco e nero, senza chiaroscuri. Il popolo sta dalla parte dei ribelli, i volontari del Donbass sono degli eroi che combattono per la loro indipendenza. All’hotel Brufani invece, durante il panel “La guerra in Ucraina vista dai media indipendenti russi”, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia (AGSP) e moderato da Marcello Greco, si è voluto raccontare una storia diversa: quella di chi vuole scrivere la verità, contro ogni propaganda.

«Non sono molti i giornalisti russi nel Donbass, anzi, potremmo contarci sulle dita di una mano», racconta Pavel Kanygin, giornalista di Novaya Gazeta, la testata di Anna Politkovskaya. «Noi stiamo da entrambe le parti del fronte, raccontiamo quello che vediamo». Sono tanti i giornalisti arrestati sul campo di battaglia. Alcuni colleghi sono morti sotto le mine.

«I militari non potrebbero fermare i giornalisti, ma succede molto spesso». Timur Olevsky lavora per la televisione indipendente TV Rain, all’apice del conflitto è stato arrestato dai militari del battaglione Azov – dell’esercito ufficiale ucraino – e tenuto prigioniero per mesi. «Dobbiamo stare molto attenti alle parole che usiamo, in questo conflitto la lingua gioca un ruolo fondamentale». Il termine “ribelle” ha una sfumatura positiva, eroica. “Separatista” è un termine più neutrale, che non parteggia né per una parte né per l’altra.

Marina Akhmedova di Russky Reporter non è d’accordo, si accende il dibattito. Le parole diventano quasi terreno di scontro, anche a Perugia. Su una cosa però tutti sono d’accordo: quella della Crimea è una vera e propria crisi umanitaria: i prezzi salgono, il cibo scarseggia, la gente non ha di che mangiare. I civili subiscono gli effetti disastrosi di questa guerra civile.

«La situazione è paradossale – continua Mumin Shakirov di Radio Svoboda – il Cremlino distribuisce a tutti gli abitanti del Donbass il passaporto russo. Chi non lo accetta diventa straniero in casa propria». Devono chiedere il permesso di soggiorno per poter andare a lavorare e se esprimono le loro opinioni rischiano di essere licenziati.

«Durante l’euromaidan ero entusiasta – racconta Kanygin – ma ora l’elite dell’ucraina ha cambiato strada, non vuole più il cambiamento. Da giornalista non riesco a trovare più storie positive». Molti, dice, pensano che la democrazia sia solo vita confortevole e soldi facili. «Ora il prezzo da pagare è alto. E lo spazio democratico si sta chiudendo».

Giulia Paltrinieri

Premio “InFormazione” – Nunzio Bassi 2015. Vincono Perugia e Milano

Sono Perugia e Milano le vincitrici dell’edizione 2015 del Premio “InFormazione, riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo italiane e organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e dalla Rappresentanza italiana della Commissione europea. Il concorso – patrocinato da Ordine nazionale dei Giornalisti, Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e Associazione Stampa Umbria – è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, coordinatore didattico per 20 anni della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia e scomparso nell’ottobre 2013. 25 gli elaborati in gara nelle diverse categorie, firmati da altrettanti praticanti delle scuole di Milano (Iulm e Cattolica), Roma (Luiss), Napoli (Suor Orsola Benincasa) e Perugia (Scuola di giornalismo radiotelevisivo).

Di seguito i vincitori, decretati dalla giuria:

1° classificato categoria “radio/tv” (sez. nazionale) (1750 eur): SIMONE CARUSONE – DAVIDE DENINA (Scuola di giornalismo Radiotelevisivo di Perugia). Titolo del video: “TERRA DEI FUOCHI: A CHE PUNTO SIAMO”.

Motivazione: “Il reportage, pur affrontando  un argomento da anni oggetto di importanti inchieste giornalistiche,  si è tuttavia distinto per ritmo e qualità narrativa. Il linguaggio televisivo è pregnante, efficace e coinvolgente. I dati raccolti e la scelta delle interviste contribuiscono alla costruzione di un racconto che, partendo dalle istituzioni e dalla descrizione di una realtà apocalittica, si fa poi sempre più corale e costruttivo, offrendo punti di vista diversi e persino possibili soluzioni a un’emergenza di grandezza nazionale”.

– 1° classificato categoria “carta stampata/web” (sez. nazionale) (1750 eur): ALESSANDRO SARCINELLI (Scuola di giornalismo di Milano – Università Cattolica). Titolo dell’articolo: “EXPO 2015: MILANO AL CEMENTO”.

Motivazione: “Sapore di inchiesta in questo articolo che punta i riflettori sull’altra faccia dell’ Expo 2015. Si propone una lucida analisi delle criticità ambientali del più importante evento dell’anno, evidenziando in particolare l’inutile consumo di territorio. Scrittura fluida ed efficace, ricerca di dati e fonti generosa. Esposizione sintetica e al contempo esaustiva dei fatti. Insomma, un buon reportage”.

1° classificato sezione “Europa” (1750 eur): ALICE BELLINCIONI – GIANLUCA DE ROSA – DARIO TOMASSINI (Scuola di giornalismo Radiotelevisivo di Perugia). Titolo dell’elaborato: “L’UMBRIA VERSO GLI OBIETTIVI DEL PACCHETTO 20-20-20. LA CORSA ALLE RINNOVABILI TRA ECCELLENZE E OCCASIONI MANCATE”.

Motivazione: “L’articolo tratta in modo approfondito degli obiettivi di Europa 2020, in particolare contestualizzandolo nell’esperienza concreta dell’Umbria nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Argomentato in modo chiaro e accurato, guida il lettore con competenza nella lettura e comprensione del tema”.

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Alla cerimonia di premiazione – che si è tenuta giovedì 16 aprile a Perugia nell’ambito della nona edizione del Festival internazionale del giornalismo – hanno preso parte Lucio Battistotti, Direttore della Rappresentanza italiana della Commissione europea, Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, Alessandra Benedetta Bassi, figlia di Nunzio, e Marcello Greco, Segretario dell’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

IJF15, “L’epica minore dello sport”

Per molti, il calcio è la più grande religione del pianeta, potendo contare oltre 2 miliardi di tifosi al mondo. E se gli dei di questo Olimpo sono i giocatori, coloro che diffondono il verbo, i giornalisti, farebbero bene a interrogarsi sulle nuove modalità di raccontare uno sport che, specie in Italia, è ricco di storie epiche. Un epos sviscerato, tra mille aneddoti e boutade, nel panel intitolato L’epica minore dello sport: brocchi, gregari, perdenti, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia. Già, perché sul rettangolo verde, oltre agli Ulisse, esistono anche i Tersite.

Prendete il mitologico Egidio Calloni, attaccante del Milan degli anni Settanta. Per lui Gianni Brera adottò il manzoniano epiteto “lo sciagurato Egidio”. E un altro grande del giornalismo sportivo, Beppe Viola, battezzò i suoi frequenti errori con un lapidario e beffardo: “Calloni in area di rigore sventa la minaccia!”. Meteore di cui il firmamento del calcio è costellato: dall’ucraino Alexandr Zakarov (appena 7 gol nelle due stagioni trascorse alla Juventus), che per volere del governo sovietico prendeva uno stipendio assai inferiore a quello dei suoi colleghi, fino a Saadi Gheddafi, approdato in serie A principalmente per motivi extracalcistici e talmente scarso che persino gli avversari del Cagliari si complimentarono con lui, in occasione di un palo colpito.

“I campioni del calcio di oggi – dice Paolo Piras, inviato del TG3, con un passato da giornalista sportivo – sono narrati come prodotti. Gli esempi di dissipazione del talento sfuggono per la natura del loro fallimento all’industria del marketing e mantengono un carattere di storia che deve essere raccontato”.

Non solo brocchi però. Secondo Angelo Carotenuto ci sono anche gli “eroi per caso”, come il portiere del Reims, l’haitiano Johny Placide, che para il rigore di Ibrahimovic quest’anno all’esordio in Ligue 1, ma non avrebbe dovuto neanche giocare. Oppure, esistono i calciatori che, pur avendo avuto un momento di gloria nel passato, oggi sono finiti nel dimenticatoio (o quasi). Alberto Ginulfi, che difendeva i pali della Roma negli anni Sessanta e Settanta, oggi vive in perfetto isolamento a Castel Gandolfo. Conserva ancora la maglia di una delle leggende viventi del calcio, Pelé, a cui, in un’amichevole estiva con il Santos, parò un rigore.

Valerio Penna

IJF15, “Vita da freelance”

Raccontare storie, ad ogni costo, con coraggio e un pizzico di incoscienza. Questo il motto dei giovani giornalisti che hanno partecipato a “Vita da freelance”, panel organizzato dall’Associazione giornalisti scuola di Perugia in occasione del Festival internazionale del giornalismo 2015.

Quattro speaker che il mestiere di reporter lo conoscono bene. Pierluigi Camilli, padre di Simone, giornalista ucciso a Gaza la scorsa estate dallo scoppio di un ordigno; Valentina Parasecolo, reporter di Vice; Alessandro Di Maio, freelance che vive a Gerusalemme da 5 anni; e Gabriele Micalizzi, fotografo di Censuralab che ha curato numerosi reportage dalle zone di conflitto. Una professione che richiede sacrifici e costi economici ed umani elevati.

Alessandro Di Maio a 25 anni ha lasciato la Sicilia, dopo il mancato rinnovo del contratto di lavoro, e si è trasferito in Medio Oriente. «Non ho frequentato una scuola di giornalismo, ho preferito formarmi direttamente sul campo. All’inizio non è stato facile, ho contattato quasi tutti i giornali italiani, ma nessuno era disposto a pagare i miei reportage» racconta. Oggi, dopo quasi 5 anni, la situazione è migliorata, ma non è certo come aveva immaginato: «Pur collaborando con Libero e Il fatto quotidiano non riesco a mantenermi. Per questo ho iniziato a fare l’analista per un’agenzia che mi assicura lo stipendio fisso ma mi costringe ad dedicarmi alle storie che mi interessano durante le ferie».

«Per iniziare a fare il freelance serve un piccolo capitale. Avere da parte qualche risparmio ti consente di muoverti con meno pensieri durante i primi mesi» ci racconta Valentina Parasecolo, che dopo 7 stage (di cui 6 non retribuiti) e un’esperienza a Servizio Pubblico, ha iniziato una nuova esperienza con Vice. La giovane reporter ha declinato la chiamata della Rai, non per presunzione, ma per lavorare con maggiore libertà. «E’ vero, avrei potuto scegliere un lavoro con più garanzie, ma così posso occuparmi delle storie che ho più a cuore». Quest’anno Valentina ha seguito 3 reportage: corse clandestine di cavalli, campi nomadi e traffico illegale di materiale archeologico. In tutti i casi ha dovuto calarsi a fondo nelle realtà che voleva raccontare. «Ogni volta che tornavo in redazione subivo una forma di raffreddamento emotivo da parte del publisher, perché essere immersa in una realtà ti condiziona molto e il rischio da cadere nel giudizio è alto».

Ma essere un freelance significa anche stare al passo con i cambiamenti dell’informazione e della comunicazione. Secondo Gabriele Michelizzi, che da anni realizza reportage fotografici nelle zone di conflitto di tutto il mondo, non è il giornalismo ad essere in crisi, ma il vecchio linguaggio. «Oggi raccontare storie come si faceva un tempo non è più possibile. Sarebbe come pretendere di arricchirsi aprendo un negozio di cartoline». Gabriele ha iniziato a fare il freelance all’interno di Cesura, un collettivo fotografico indipendente nato in uno scantinato a un’ora da Piacenza. «All’inizio era un semplice laboratorio di stampa: poi ognuno di noi è partito per seguire da vicino una zona di conflitto». Gabriele racconta di aver perso molti amici che facevano il suo stesso lavoro, e alla domanda se ne sia valsa la pena risponde: «In pochi secondi qualcuno a cui tieni viene spazzato via. Ma nonostante questo penso ancora che raccontare queste storie valga la pena».

Diversa la posizione di Pierluigi Camilli, ex docente di giornalismo televisivo della scuola di Perugia, che questa estate ha perso il figlio Simone a Gaza causa dell’esplosione di un ordigno: «Per me è dura rispondere alla domanda se ne valga la pena. Anche perché ho conosciuto il mestiere di freelance solo attraverso mio figlio e i suoi amici. Di certo avrei preferito che Simone avesse scelto di lavorare dietro una scrivania e fosse ancora qui».

Dario Tomassini

L’AGSP al Festival del giornalismo 2015 – Perugia, 15-19 aprile

agsp_ijf15Anche quest’anno l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia parteciperà al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, in programma dal 15 al 19 aprile nel capoluogo umbro.

Una collaborazione lunga nove anni quella che lega l’AGSP al Festival, nata nel 2007 e sugellata quest’anno dall’organizzazione di 6 panel e di un premio di giornalismo.

Questi, nel dettaglio, gli eventi targati “AGSP”.

VITA DA FREELANCE
Perugia, Palazzo Sorbello – 16 aprile ore 11.45

Dalla Striscia di Gaza all’Ucraina, da Scampia alle banlieues parigine. Giornalisti a tutti i costi, spesso anche a rischio della propria vita. Incontro  ravvicinato con i freelance, categoria invisibile e instancabile cui si deve la  gran parte delle notizie provenienti da scenari di guerra, ma anche molte  delle cronache nostrane.

Intervengono: Pierluigi Camilli, sindaco Pitigliano; Alessandro Di Maio, giornalista freelance; Gabriele Micalizzi, CesuraLab; Valentina Parasecolo, Vice. Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

PREMIO INFORMAZIONE” – Cerimonia di premiazione
Perugia, Palazzo Sorbello – 16 aprile ore 11.30

Il concorso – la cui dotazione quest’anno è di 7000 euro – è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia e scomparso due anni fa. Organizzato dall’AGSP e dalla Rappresentanza italiana della Commissione europea, con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra, il premio è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane.

Intervengono: Lucio Battistotti, Direttore Rappresentanza italiana della Commissione europea; Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine giornalisti Umbria; Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

L’EPICA MINORE DELLO SPORT: BROCCHI, GREGARI, PERDENTI
Perugia, Sala del Dottorato – 16 aprile ore 19.00

Come raccontare lo sport nel tempo dell’ossessiva presenza televisiva, salvando il piacere della narrazione. Un tempo erano i giornalisti, testimoni oculari delle gesta di campioni come Meazza o Bartali, a fare da tramite con il pubblico, in un racconto che è talvolta trasecolato nella leggenda. Oggi sopravvive un’epica minore, conseguenza delle “dirette” prima e della “pay-per-view” poi. Esistono però ancora esperimenti di narrazione degli atleti che evitano che il marketing aziendale sequestri definitivamente lo sport: dal best-seller di Agassi alle storie su Socrates.

Intervengono: Angelo Carotenuto, La Repubblica; Giorgio Porrà, Sky Italia; Christiano Presutti,co-fondatore Fùtbologia; Wu Ming 3, scrittore. Modera: Paolo Piras, Tg3.

– “LA GUERRA IN UCRAINA VISTA DAI MEDIA INDIPENDENTI RUSSI
Perugia, Hotel Brufani, Sala Raffaello –  17 aprile ore 14.00

È in bianco e nero l’immagine del conflitto ucraino che emerge dai racconti delle principali testate russe controllate dallo stato o da oligarchi fedeli al Cremlino. La giunta di Kiev uccide innocenti, i ribelli a Donbas combattono per i propri diritti. La potente propaganda ufficiale continua a fare il lavaggio del cervello al popolo russo. Solo una manciata di media russi indipendenti, tra i quali il giornale Novaya Gazyeta, l’emittente televisiva RAIN e Radio Svoboda, ha il coraggio di raccontare la verità: i separatisti sono armati dal Cremlino, l’Ucraina vuole seguire il percorso delle riforme, l’annessione della Crimea ha violato il diritto internazionale. Gli speaker hanno visitato ogni angolo delle zone colpite dal conflitto. Hanno incontrato e intervistato tutti i principali attori. Hanno dato il loro meglio per riportare le notizie censurate dal Cremlino. Hanno incontrato civili le cui vite sono state distrutte dalla guerra. Hanno rischiato la propria vita per raccontare la verità.

Intervengono: Marina Akhmedova, Russky Reporter; Pavel Kanygin, Novaya Gazeta; Timur Shakirov, TV Rain; Mumin Shakirov, Radio Svoboda. Modera: Marcello Greco, Tg3 Rai.

– “IL TALK-SHOW E’ DAVVERO FINITO? DOVE VA IL RACCONTO TV DELLA POLITICA
Perugia, Teatro della Sapienza –  17 aprile ore 18.00

Un tempo i talk show erano la terza camera della repubblica, gli studi televisivi scelti per i grandi annunci e per i confronti più attesi. Oggi, per gli annunci basta un tweet e il pubblico mostra maggior interesse per una Tv che va in strada e racconta il paese più vero. Può il talk show resistere a tutto questo o è destinato a passare alle teche? E quali nuove forme di racconto si fanno strada?

Intervengono: Francesca Barra, giornalista e scrittrice; Mia Ceran, Millenium RaiTre; Pierluigi Pardo, Sport Mediaset; Andrea Vianello, Direttore RaiTre. Modera: Mario De Pizzo, RaiNews24.

MEDIA INDIPENDENTI RUSSI NELL’ERA DI PUTIN
Perugia, Hotel Brufani, Sala Raffaello – 18 aprile ore 16.30

La Costituzione russa sancisce chiaramente il divieto di censura (capitolo 2, articolo 29.5). Ciononostante, nel corso degli ultimi 15 anni, il regime di Putin si è impegnato fortemente per monopolizzare lo spazio dei media. Diversi i metodi usati: direttori obbligati a dimettersi, giornalisti uccisi o picchiati, media costretti a chiudere. In questo drammatico contesto politico direttori e giornalisti, riviste e siti web, non disposti a rinunciare ai propri diritti costituzionali, si trovano ad affrontare una sfida ardua. Per affrontarla e sopravvivere, hanno bisogno di sviluppare strategie e tattiche appropriate. Il sito della testata giornalistica meduza.io, per esempio, ha trasferito la propria sede all’estero. Per alcuni mesi, TV RAIN ha trasmesso da uno studio arrangiato all’interno di un appartamento privato. La piattaforma web OpenRussia ha scelto di non registrarsi come organo di stampa. In questa sessione, giornalisti e direttori in rappresentanza dei media indipendenti russi condivideranno le proprie esperienze, delineando il futuro della loro missione.

Intervengono: Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista; Ivan Kolpakov, vice direttore Meduza; Veronika Koutsyllo, direttrice OpenRussia; Maria Makeeva, vice direttrice Rain Tv. Modera: Elisabetta Terigi, Tgr Rai.

GIORNALISMO SPORTIVO AL FEMMINILE
Perugia, Teatro della Sapienza – 18 aprile ore 17.30

Giornalismo sportivo e donne, un legame spesso reso difficile dal maschilismo imperante in questo ambiente. Ma nel terzo millennio la situazione è cambiata o siamo ancora lontani dal raggiungere l’ambita parità dei sessi? E in quest’ultimo caso, quali sono i passi che il giornalismo sportivo al femminile deve ancora compiere? Quali quelli da fare per le giovani che si avvicinano a questo mondo? Possibile, per le giornaliste di oggi, superare tanti pregiudizi? Importante rispondere a questi interrogativi, capendo, grazie a chi ce l’ha fatta e a chi, in questo mondo “maschile” si resa protagonista, a che punto siamo nel 2015.

Intervengono: Elisa Calcamuggi, SkySport24; Nicoletta Grifoni, Tgr Rai; Rosanna Marani, giornalista; Simona Rolandi,Rai Sport. Modera: Giorgio Matteoli, Tgr Rai.

Festival del giornalismo 2015. Cerimonia di premiazione “Premio InFormazione”

Data appuntamento: giovedì 16 aprile ore 11.30

“CERIMONIA DI PREMIAZIONE: PREMIO InFORMAZIONE – NUNZIO BASSI”
Perugia, Palazzo Sorbello

Il concorso – la cui dotazione quest’anno è di 7000 euro – è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia e scomparso due anni fa. Organizzato dall’AGSP e dalla Rappresentanza italiana della Commissione europea, con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra, il premio è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane.

Intervengono:
Lucio Battistotti, direttore Rappresentanza italiana Commissione UE
Dante Ciliani, presidente Ordine dei giornalisti dell’Umbria
Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia

Festival del giornalismo 2015. “Vita da freelance”

Data appuntamento: giovedì 16 aprile ore 11.45

“VITA DA FREELANCE”
Perugia, Palazzo Sorbello

Dalla Striscia di Gaza all’Ucraina, da Scampia alle banlieues parigine.
Giornalisti a tutti i costi, spesso anche a rischio della propria vita. Incontro ravvicinato con i freelance, categoria invisibile e instancabile cui si deve la  gran parte delle notizie provenienti da scenari di guerra, ma anche molte delle cronache nostrane.

Intervengono:
Pierluigi Camilli, sindaco Pitigliano
Alessandro Di Maio, giornalista freelance
Gabriele Micalizzi, CesuraLab
Valentina Parasecolo, Vice

Modera:
Fausto Bertuccioli, Gr Rai, Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia

Festival del giornalismo 2015. “Giornalismo sportivo al femminile”

Data appuntamento: sabato 18 aprile ore 17.30

“GIORNALISMO SPORTIVO AL FEMMINILE”
Perugia, Teatro della Sapienza

Giornalismo sportivo e donne, un legame spesso reso difficile dal maschilismo imperante in questo ambiente. Ma nel terzo millennio la situazione è cambiata o siamo ancora lontani dal raggiungere l’ambita parità dei sessi? E in quest’ultimo caso, quali sono i passi che il giornalismo sportivo al femminile deve ancora compiere? Quali quelli da fare per le giovani che si avvicinano a questo mondo? Possibile, per le giornaliste di oggi, superare tanti pregiudizi? Importante rispondere a questi interrogativi, capendo, grazie a chi ce l’ha fatta e a chi, in questo mondo “maschile” si resa protagonista, a che punto siamo nel 2015.

Intervengono:
Elisa Calcamuggi, SkySport24
Nicoletta Grifoni, Tgr Marche
Rosanna Marani, giornalista
Simona Rolandi, Rai Sport

Modera:
Giorgio Matteoli, Tgr Molise

Festival del giornalismo 2015. “Il talk-show è davvero finito?”

Data appuntamento: venerdì 17 aprile ore 18.00

“IL TALK-SHOW E’ DAVVERO FINITO? DOVE VA IL RACCONTO TV DELLA POLITICA”
Perugia, Teatro della Sapienza

Un tempo i talk show erano la terza camera della repubblica, gli studi televisivi scelti per i grandi annunci e per i confronti più attesi. Oggi, per gli annunci basta un tweet e il pubblico mostra maggior interesse per una Tv che va in strada e racconta il paese più vero. Può il talk show resistere a tutto questo o è destinato a passare alle teche? E quali nuove forme di racconto si fanno strada?

Intervengono:
Francesca Barra, giornalista e scrittrice
Mia Ceran, Millenium Rai Tre
Pierluigi Pardo, Sport Mediaset
Andrea Vianello, Direttore RaiTre

Modera:
Mario De Pizzo, RaiNews24