IJF15, “Media indipendenti russi nell’era di Putin”

Direttori forzati a dimettersi; giornalisti minacciati; giornali costretti a chiudere. È l’istantanea di un Paese, la Russia, nel quale fare informazione è sempre più complicato. Al panel “Media indipendenti in Russia sotto il regime di Putin”, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia, giornalisti e direttori di testate russe indipendenti hanno raccontato le difficoltà con le quali si scontrano ogni giorno, nel tentativo di fornire un’informazione libera.

Secondo l’organizzazione non governativa Freedom House, la Russia occupa il 176° posto nel mondo in quanto a libertà di informazione. «Una catastrofe» apostrofa Zygmunt Dziecilowski, giornalista e documentarista polacco che da anni segue le vicende della Russia putianiana.

«Com’è possibile – incalza Maria Makeeva, vice direttrice di TV RAIN – che questo accada nel Paese di Tchaikovskj, Tolstoj, Dostoevskij e Rachmaninov? Cinque anni fa era quasi impossibile pensare all’esistenza di media indipendenti in Russia. Noi ce l’abbiamo fatta, ma speravamo di essere i primi, non gli unici».

La marginalità dei media indipendenti è al centro del dibattito e svela un lato sensibile e molto discusso. Esito della gigantesca forza di propaganda del governo, i cui sondaggi mostrano l’86% dei cittadini schierati a favore di Putin. «Fino a due anni fa l’internet in Russia era una delle reti più libere del mondo. Ora i direttori sanno che il loro sito potrebbe essere chiuso dall’amministrazione presidenziale in una o due ore in qualsiasi momento». A parlare è Ivan Kolpakov, vicedirettore e fondatore di Meduza, sito che ha trasferito la propria sede a Riga per ragioni di sicurezza. Libera stampa russa in esilio, come è stato definito.

Su internet vivono molti dei media indipendenti russi, alcuni con sede all’estero. A Riga opera il già citato Meduza: sito d’informazione indipendente, nato dopo il forzato e molto discusso licenziamento della direttrice di Lenta.ru, il quinto portale più seguito in Europa. «Dobbiamo sforzarci di certificare le notizie – spiega il vicedirettore Ivan Kolpakov – usando tutti i mezzi possibili: dai social alla posta elettronica, tramite l’uso di mailing list che ci permettano di trasmettere anche nell’eventualità in cui il sito venisse bloccato. Gli utenti sono disorientati dalla propaganda che sta avanzando. I media tradizionali si stanno disgregando sotto l’influenza delle pressioni. Noi dobbiamo recuperare i lettori». Da Ginevra, invece, trasmette kashin.guru, il sito fondato dal giornalista Oleg Kashin, aggredito a Mosca nel 2010 e che ora, dalla Svizzera, continua a lavorare per media russi indipendenti online.

In Sala Raffaello sono state mostrate le immagine della redazione di OpenRussia, testata non registrata, finanziata da uno dei più noti oppositori politici russi e recentemente messa sotto sequestro. Foto e video che testimoniano la problematicità di fare, oggi, un giornalismo indipendente in Russia. Il futuro? «In un periodo così drammatico – afferma Zygmund Dzieciolowski, – il ruolo dei media indipendenti non potrà che crescere. Meduza, TV RAIN e OpenRussia ne sono già un esempio».

Paolo Andreatta

IJF15, “La guerra in Ucraina vista dai media russi indipendenti”

La guerra in Ucraina è una guerra che parla russo. Russi che sparano contro altri russi, che combattono contro gente che parla la loro stessa lingua. E a Mosca l’immagine del conflitto è unilaterale. Le istantanee del conflitto di Crimea restituite dalle testate russe sono immagini in bianco e nero, senza chiaroscuri. Il popolo sta dalla parte dei ribelli, i volontari del Donbass sono degli eroi che combattono per la loro indipendenza. All’hotel Brufani invece, durante il panel “La guerra in Ucraina vista dai media indipendenti russi”, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia (AGSP) e moderato da Marcello Greco, si è voluto raccontare una storia diversa: quella di chi vuole scrivere la verità, contro ogni propaganda.

«Non sono molti i giornalisti russi nel Donbass, anzi, potremmo contarci sulle dita di una mano», racconta Pavel Kanygin, giornalista di Novaya Gazeta, la testata di Anna Politkovskaya. «Noi stiamo da entrambe le parti del fronte, raccontiamo quello che vediamo». Sono tanti i giornalisti arrestati sul campo di battaglia. Alcuni colleghi sono morti sotto le mine.

«I militari non potrebbero fermare i giornalisti, ma succede molto spesso». Timur Olevsky lavora per la televisione indipendente TV Rain, all’apice del conflitto è stato arrestato dai militari del battaglione Azov – dell’esercito ufficiale ucraino – e tenuto prigioniero per mesi. «Dobbiamo stare molto attenti alle parole che usiamo, in questo conflitto la lingua gioca un ruolo fondamentale». Il termine “ribelle” ha una sfumatura positiva, eroica. “Separatista” è un termine più neutrale, che non parteggia né per una parte né per l’altra.

Marina Akhmedova di Russky Reporter non è d’accordo, si accende il dibattito. Le parole diventano quasi terreno di scontro, anche a Perugia. Su una cosa però tutti sono d’accordo: quella della Crimea è una vera e propria crisi umanitaria: i prezzi salgono, il cibo scarseggia, la gente non ha di che mangiare. I civili subiscono gli effetti disastrosi di questa guerra civile.

«La situazione è paradossale – continua Mumin Shakirov di Radio Svoboda – il Cremlino distribuisce a tutti gli abitanti del Donbass il passaporto russo. Chi non lo accetta diventa straniero in casa propria». Devono chiedere il permesso di soggiorno per poter andare a lavorare e se esprimono le loro opinioni rischiano di essere licenziati.

«Durante l’euromaidan ero entusiasta – racconta Kanygin – ma ora l’elite dell’ucraina ha cambiato strada, non vuole più il cambiamento. Da giornalista non riesco a trovare più storie positive». Molti, dice, pensano che la democrazia sia solo vita confortevole e soldi facili. «Ora il prezzo da pagare è alto. E lo spazio democratico si sta chiudendo».

Giulia Paltrinieri

L’AGSP al Festival del giornalismo 2015 – Perugia, 15-19 aprile

agsp_ijf15Anche quest’anno l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia parteciperà al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, in programma dal 15 al 19 aprile nel capoluogo umbro.

Una collaborazione lunga nove anni quella che lega l’AGSP al Festival, nata nel 2007 e sugellata quest’anno dall’organizzazione di 6 panel e di un premio di giornalismo.

Questi, nel dettaglio, gli eventi targati “AGSP”.

VITA DA FREELANCE
Perugia, Palazzo Sorbello – 16 aprile ore 11.45

Dalla Striscia di Gaza all’Ucraina, da Scampia alle banlieues parigine. Giornalisti a tutti i costi, spesso anche a rischio della propria vita. Incontro  ravvicinato con i freelance, categoria invisibile e instancabile cui si deve la  gran parte delle notizie provenienti da scenari di guerra, ma anche molte  delle cronache nostrane.

Intervengono: Pierluigi Camilli, sindaco Pitigliano; Alessandro Di Maio, giornalista freelance; Gabriele Micalizzi, CesuraLab; Valentina Parasecolo, Vice. Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

PREMIO INFORMAZIONE” – Cerimonia di premiazione
Perugia, Palazzo Sorbello – 16 aprile ore 11.30

Il concorso – la cui dotazione quest’anno è di 7000 euro – è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia e scomparso due anni fa. Organizzato dall’AGSP e dalla Rappresentanza italiana della Commissione europea, con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra, il premio è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane.

Intervengono: Lucio Battistotti, Direttore Rappresentanza italiana della Commissione europea; Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine giornalisti Umbria; Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

L’EPICA MINORE DELLO SPORT: BROCCHI, GREGARI, PERDENTI
Perugia, Sala del Dottorato – 16 aprile ore 19.00

Come raccontare lo sport nel tempo dell’ossessiva presenza televisiva, salvando il piacere della narrazione. Un tempo erano i giornalisti, testimoni oculari delle gesta di campioni come Meazza o Bartali, a fare da tramite con il pubblico, in un racconto che è talvolta trasecolato nella leggenda. Oggi sopravvive un’epica minore, conseguenza delle “dirette” prima e della “pay-per-view” poi. Esistono però ancora esperimenti di narrazione degli atleti che evitano che il marketing aziendale sequestri definitivamente lo sport: dal best-seller di Agassi alle storie su Socrates.

Intervengono: Angelo Carotenuto, La Repubblica; Giorgio Porrà, Sky Italia; Christiano Presutti,co-fondatore Fùtbologia; Wu Ming 3, scrittore. Modera: Paolo Piras, Tg3.

– “LA GUERRA IN UCRAINA VISTA DAI MEDIA INDIPENDENTI RUSSI
Perugia, Hotel Brufani, Sala Raffaello –  17 aprile ore 14.00

È in bianco e nero l’immagine del conflitto ucraino che emerge dai racconti delle principali testate russe controllate dallo stato o da oligarchi fedeli al Cremlino. La giunta di Kiev uccide innocenti, i ribelli a Donbas combattono per i propri diritti. La potente propaganda ufficiale continua a fare il lavaggio del cervello al popolo russo. Solo una manciata di media russi indipendenti, tra i quali il giornale Novaya Gazyeta, l’emittente televisiva RAIN e Radio Svoboda, ha il coraggio di raccontare la verità: i separatisti sono armati dal Cremlino, l’Ucraina vuole seguire il percorso delle riforme, l’annessione della Crimea ha violato il diritto internazionale. Gli speaker hanno visitato ogni angolo delle zone colpite dal conflitto. Hanno incontrato e intervistato tutti i principali attori. Hanno dato il loro meglio per riportare le notizie censurate dal Cremlino. Hanno incontrato civili le cui vite sono state distrutte dalla guerra. Hanno rischiato la propria vita per raccontare la verità.

Intervengono: Marina Akhmedova, Russky Reporter; Pavel Kanygin, Novaya Gazeta; Timur Shakirov, TV Rain; Mumin Shakirov, Radio Svoboda. Modera: Marcello Greco, Tg3 Rai.

– “IL TALK-SHOW E’ DAVVERO FINITO? DOVE VA IL RACCONTO TV DELLA POLITICA
Perugia, Teatro della Sapienza –  17 aprile ore 18.00

Un tempo i talk show erano la terza camera della repubblica, gli studi televisivi scelti per i grandi annunci e per i confronti più attesi. Oggi, per gli annunci basta un tweet e il pubblico mostra maggior interesse per una Tv che va in strada e racconta il paese più vero. Può il talk show resistere a tutto questo o è destinato a passare alle teche? E quali nuove forme di racconto si fanno strada?

Intervengono: Francesca Barra, giornalista e scrittrice; Mia Ceran, Millenium RaiTre; Pierluigi Pardo, Sport Mediaset; Andrea Vianello, Direttore RaiTre. Modera: Mario De Pizzo, RaiNews24.

MEDIA INDIPENDENTI RUSSI NELL’ERA DI PUTIN
Perugia, Hotel Brufani, Sala Raffaello – 18 aprile ore 16.30

La Costituzione russa sancisce chiaramente il divieto di censura (capitolo 2, articolo 29.5). Ciononostante, nel corso degli ultimi 15 anni, il regime di Putin si è impegnato fortemente per monopolizzare lo spazio dei media. Diversi i metodi usati: direttori obbligati a dimettersi, giornalisti uccisi o picchiati, media costretti a chiudere. In questo drammatico contesto politico direttori e giornalisti, riviste e siti web, non disposti a rinunciare ai propri diritti costituzionali, si trovano ad affrontare una sfida ardua. Per affrontarla e sopravvivere, hanno bisogno di sviluppare strategie e tattiche appropriate. Il sito della testata giornalistica meduza.io, per esempio, ha trasferito la propria sede all’estero. Per alcuni mesi, TV RAIN ha trasmesso da uno studio arrangiato all’interno di un appartamento privato. La piattaforma web OpenRussia ha scelto di non registrarsi come organo di stampa. In questa sessione, giornalisti e direttori in rappresentanza dei media indipendenti russi condivideranno le proprie esperienze, delineando il futuro della loro missione.

Intervengono: Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista; Ivan Kolpakov, vice direttore Meduza; Veronika Koutsyllo, direttrice OpenRussia; Maria Makeeva, vice direttrice Rain Tv. Modera: Elisabetta Terigi, Tgr Rai.

GIORNALISMO SPORTIVO AL FEMMINILE
Perugia, Teatro della Sapienza – 18 aprile ore 17.30

Giornalismo sportivo e donne, un legame spesso reso difficile dal maschilismo imperante in questo ambiente. Ma nel terzo millennio la situazione è cambiata o siamo ancora lontani dal raggiungere l’ambita parità dei sessi? E in quest’ultimo caso, quali sono i passi che il giornalismo sportivo al femminile deve ancora compiere? Quali quelli da fare per le giovani che si avvicinano a questo mondo? Possibile, per le giornaliste di oggi, superare tanti pregiudizi? Importante rispondere a questi interrogativi, capendo, grazie a chi ce l’ha fatta e a chi, in questo mondo “maschile” si resa protagonista, a che punto siamo nel 2015.

Intervengono: Elisa Calcamuggi, SkySport24; Nicoletta Grifoni, Tgr Rai; Rosanna Marani, giornalista; Simona Rolandi,Rai Sport. Modera: Giorgio Matteoli, Tgr Rai.

Festival del giornalismo 2015. “La guerra in Ucraina vista dai media russi”

Data appuntamento: venerdì 17 aprile ore 14.00

“LA GUERRA IN UCRAINA VISTA DAI MEDIA INDIPENDENTI RUSSI”
Perugia, Hotel Brufani – Sala Raffaello

È in bianco e nero l’immagine del conflitto ucraino che emerge dai racconti delle principali testate russe controllate dallo stato o da oligarchi fedeli al Cremlino. La giunta di Kiev uccide innocenti, i ribelli a Donbas combattono per i propri diritti. La potente propaganda ufficiale continua a fare il lavaggio del cervello al popolo russo. Solo una manciata di media russi indipendenti, tra i quali il giornale Novaya Gazyeta, l’emittente televisiva RAIN e Radio Svoboda, ha il coraggio di raccontare la verità: i separatisti sono armati dal Cremlino, l’Ucraina vuole seguire il percorso delle riforme, l’annessione della Crimea ha violato il diritto internazionale. Gli speaker hanno visitato ogni angolo delle zone colpite dal conflitto. Hanno incontrato e intervistato tutti i principali attori. Hanno dato il loro meglio per riportare le notizie censurate dal Cremlino. Hanno incontrato civili le cui vite sono state distrutte dalla guerra. Hanno rischiato la propria vita per raccontare la verità.

Intervengono:
Marina Akhmedova, Russky Reporter
Pavel Kanygin, Novaya Gazeta
Timur Olevsky, Tv Rain
Mumin Shakirov, Radio Svoboda

Modera:
Marcello Greco
, Tg3

Festival del giornalismo 2015. “Media indipendenti russi nell’era di Putin”

Data appuntamento: sabato 18 aprile ore 16.30

“MEDIA INDIPENDENTI RUSSI NELL’ERA DI PUTIN”
Perugia, Hotel Brufani – Sala Raffaello

La Costituzione russa sancisce chiaramente il divieto di censura (capitolo 2, articolo 29.5). Ciononostante, nel corso degli ultimi 15 anni, il regime di Putin si è impegnato fortemente per monopolizzare lo spazio dei media. Diversi i metodi usati: direttori obbligati a dimettersi, giornalisti uccisi o picchiati, media costretti a chiudere. In questo drammatico contesto politico direttori e giornalisti, riviste e siti web, non disposti a rinunciare ai propri diritti costituzionali, si trovano ad affrontare una sfida ardua. Per affrontarla e sopravvivere, hanno bisogno di sviluppare strategie e tattiche appropriate. Il sito della testata giornalistica meduza.io, per esempio, ha trasferito la propria sede all’estero. Per alcuni mesi, TV RAIN ha trasmesso da uno studio arrangiato all’interno di un appartamento privato. La piattaforma web OpenRussia ha scelto di non registrarsi come organo di stampa. In questa sessione, giornalisti e direttori in rappresentanza dei media indipendenti russi condivideranno le proprie esperienze, delineando il futuro della loro missione.

Intervengono:
Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista
Ivan Kolpakov, vicedirettore Meduza
Veronika Koutsyllo, direttrice OpenRussia
Maria Makeeva, vicedirettrice Tv Rain

Modera:
Elisabetta Terigi, Tgr Rai

Festival del giornalismo 2014. Articoli, foto e video degli incontri organizzati dall’AGSP

Per l’ottavo anno consecutivo l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia è stata fra i partner del Festival internazionale del Giornalismo di Perugia (30 aprile – 4 maggio). Tre i panel organizzati su altrettanti temi: libertà di stampa e media indipendenti in Russia, la crisi in Ucraina e la sfida della formazione giornalistica continua.

A questi panel si è aggiunta la premiazione dei vincitori del Premio “InFormazione” riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo e organizzato dall’AGSP in memoria di Nunzio Bassi, coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia scomparso lo scorso ottobre.

Di seguito gli articoli, le foto e i video degli eventi organizzati al Festival dall’AGSP:

– “Ucraina, reporter in trincea
– “I media indipendenti in Russia: il caso di Rain Tv
– “La formazione non finisce mai

Premiazione vincitori Premio “Informazione” – Nunzio Bassi.

IJF14, “I media russi indipendenti: il caso di Rain Tv”

Che in Russia i giornalisti non abbiano vita facile è piuttosto noto. Un po’ meno conosciuta è invece l’attività dei reporter che ogni giorno si ostinano a lavorare in maniera professionale. Ad informare con obiettività i loro lettori o spettatori. È il caso di Dozhd tv (in italiano pioggia), o Rain tv, l’unico canale televisivo russo indipendente.

Di questo si è parlato in un incontro organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia nell’ambito del Festival internazionale del giornalismo. Presenti il direttore di Rain Tv, Mikhail Zygar e il vicedirettore Tikhon Dzyadko, il reporter e documentarista polacco Zygmunt Dzieciolowski e Karen Shainyan, del sito internet Slon.ru. A moderare Antonio di Bartolomeo della Tgr Rai.

“Stiamo fronteggiando una situazione molto difficile”, spiega Mikhail Zygar. Il canale non è più visibile su molte piattaforme televisive con una perdita dell’80% dei guadagni. Questo in seguito ad una campagna del Cremlino di repressione della stampa non allineata. “Putin pochi giorni fa ha dichiarato in pubblico, quindi ufficialmente, che non è contro di noi e che ci sono molti bravi giornalisti che lavorano a Rain Tv. In realtà dietro le quinte orchestra manovre per farci chiudere. A causa delle sue pressioni il proprietario dell’edificio dove hanno sede i nostri uffici non ha rinnovato il contratto”, continua il giornalista russo. L’affitto scadrà il 20 giugno prossimo. Il rischio è che l’unico canale russo indipendente scompaia. Il futuro è incerto. È stata avviata una campagna di raccolta fondi per la sua sopravvivenza; finora sono stati raccolti un milione e mezzo di dollari circa.

Tutto è iniziato a gennaio con la pubblicazione su Twitter di una domanda a proposito della seconda guerra mondiale sull’assedio di Leningrado. “Non sarebbe stato meglio lasciarla ai nazisti? Abbiamo fatto bene a continuare a proteggerla?”. Questo sondaggio è stato utilizzato come pretesto. La maggior parte dei canali sono stati oscurati. Gli spettatori sono passati da 20 milioni a 4 milioni. “Siamo stati accusati dalle altre emittenti e dai nostri concorrenti di essere dei traditori, dei fascisti. Già in precedenza avevamo avuto altre difficoltà. Altre volte siamo stati censurati, per esempio nel 2010, una settimana dopo la fondazione di Rain tv. Non avevamo il permesso formale del Cremlino”, ha spiegato Mikhail.

Ma la vera ragione della repressione è l’indipendenza del canale; non si evita di criticare il governo. “Noi ci siamo distinti dagli altri perché abbiamo voluto sempre offrire tutti i punti di vista. Per esempio sull’Ucraina abbiamo trasmesso continuamente da Maidan, raccontando ciò che accadeva. Abbiamo riportato sia il punto di vista russo che ucraino”, ha spiegato il vicedirettore Tikhon Dzyadko.

L’esperto di media russi Zygmunt Dzieciolowski ha descritto la difficilissima situazione dei mezzi di informazione liberi del Paese. Mi sono occupato dei media russi per molti anni. “Per la prima volta sotto Gorbaciov i media russi non venivano censurati. C’era spazio per la libertà di stampa. Dopo il collasso dell’Urss ci sono stati sentimenti contrastanti. Con Putin è iniziata una nuova era. Il Cremlino ha esercitato un controllo più rigido in cerca di un allineamento più o meno totale. Rain tv è una ventata di aria fresca”. La Russia è al 170° posto per libertà di stampa.

Karen Shainyan di Slon.ru ha parlato di internet. “Putin ha cercato fino a 2-3 anni fa ha favorito la nascita di nuove testate. Però questi giorni non esistono più. Stanno preparando una nuova legge. Potrà essere controllato dal governo tutto il sistema internet; si vuole filtrare, censurare. In realtà vediamo dal caso della Cina che il controllo del web è impopolare, blocca l’economia. Sono fiducioso, si tratta di una fase temporanea, non può durare”, ha spiegato.
Il futuro dei media in Russia è incerto. Qualche media libero esiste. E questi giornalisti sperano che le cose possano cambiare, nonostante quanto sta accadendo.

Sophie Tavernese

 Panel - media russi indipendenti -IJF14Relatori - i media russi indipendenti - IJF14

 

Festival del giornalismo 2014. “Media indipendenti in Russia. Il caso di Tv Rain”

Data appunamento: giovedì 1 maggio ore 17.30

“MEDIA INDIPENDENTI IN RUSSIA: IL CASO DI TV RAIN”
Perugia, Hotel Brufani – Sala Raffaello

Da quando Vladimir Putin è tornato al Cremlino nel 2012, i media russi hanno dovuto fare i conti con una forte pressione esercitata da parte delle autorità. La vita è diventata particolarmente dura per i pochi mezzi di informazione cosiddetti indipendenti che osano sfidare la censura e la linea dettata dal Cremlino. Alcuni editori sono stati costretti a chiudere, diversi giornalisti hanno perso il proprio lavoro. Qual è il panorama attuale dei media indipendenti nella Russia di Putin? E come riescono a sopravvivere?

Intervengono:
Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista
Tikhon Dzyadko, vice direttore Rain Tv
Karén Shainyan, Slon.ru
Mikhail Zygar, direttore di Rain Tv

Modera: Antonio Di Bartolomeo, Tgr Rai

L’Agsp al Festival del giornalismo 2014 – Perugia, 30 aprile-4 maggio

agsp_ijf14Anche quest’anno l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia parteciperà al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, in programma dal 30 aprile al 4 maggio nel capoluogo umbro. Una collaborazione lunga otto anni quella che lega l’AGSP al Festival, nata nel 2007 e sugellata quest’anno dall’organizzazione di 3 panel e di un premio di giornalismo.

 

Questi, nel dettaglio, gli eventi targati “AGSP”.

“LA FORMAZIONE NON FINISCE MAI”
Sala del Dottorato – 2 maggio ore 16

In Italia, ma anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, si registra un costante calo di credibilità dei media tradizionali e degli stessi servizi pubblici radiotelevisivi. Citizen journalism, social network e crescente avversione per tutte le “caste” stanno mettendo in crisi i modelli del passato. Una delle strade per riconquistare il proprio ruolo può passare attraverso la formazione, certificata, continua e indipendente dei giornalisti che si trasforma così in una garanzia per l’utente? La BBC ha da anni una propria scuola di formazione permanente ad uso dei propri reporter. La Rai, che da oltre 20 anni forma giovani giornalisti, avvierà presto dei corsi di aggiornamento anche per il proprio personale interno. E dal 1° gennaio 2014 la formazione continua – così ha deciso l’Ordine dei giornalisti – diventerà un obbligo per tutti i giornalisti. Come funziona nel resto d’Europa? Quali modelli risultano vincenti?

Intervengono: Anne Morrison, direttrice della BBC Academy; Steve Doig, W. Cronkite J-School; Sergio Rizzo, Corriere della Sera; Gerardo Greco, conduttore di Agorà – RaiTre.
Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

[L’evento è stato accreditato presso l’Ordine dei giornalisti. Chi parteciperà – previa iscrizione online – otterrà dunque dei crediti formativi]

“PREMIO INFORMAZIONE” – Cerimonia di premiazione
Perugia, Sala del Dottorato – 2 maggio ore 16

Organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia – con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra – il concorso è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane. Il Premio è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia e scomparso nell’ottobre scorso.

Intervengono: Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia; Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine giornalisti Umbria.

– “UCRAINA: GIORNALISTI IN TRINCEA”
Hotel Brufani, Sala Raffaello – 1 maggio ore 10.30

Hanno raccontato giorno dopo giorno l’evolversi della crisi in Ucraina: dalle proteste di piazza Maidan, che hanno portato alla cacciata del Presidente Yanukovich, all’annessione della Crimea alla Russia. Un compito che i giornalisti ucraini hanno svolto, e continuano a svolgere, nonostante le minacce e le brutali aggressioni subite.

Intervengono: Mustafa Nayem, Hormadskoye TV; Lucia Goracci, RaiNews24; Anna Babinets, co-fondatrice del sito “YanukovychLeaks”; Olga Tokariuk, freelance.
Modera: Marcello Greco, Tg3 Rai e Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

“MEDIA INDIPENDENTI IN RUSSIA: IL CASO DI TV RAIN”
Hotel Brufani, Sala Raffaello – 1 maggio ore 16

Da quando Vladimir Putin è tornato al Cremlino nel 2012, i media russi hanno dovuto fare i conti con una forte pressione esercitata da parte delle autorità. La vita è diventata particolarmente dura per i pochi mezzi di informazione cosiddetti indipendenti che osano sfidare la censura e la linea dettata dal Cremlino. Alcuni editori sono stati costretti a chiudere, diversi giornalisti hanno perso il proprio lavoro. Qual è il panorama attuale dei media indipendenti nella Russia di Putin? E come riescono a sopravvivere?

Intervengono: Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista; Tikhon Dzyadko, vice direttore Rain Tv; Karén Shainyan, Slon.ru; Mikhail Zygar, direttore di Rain Tv.
Modera: Antonio Di Bartolomeo, Tgr Rai.