Premi a studenti IULM

iulm_logoE’ con il reportage “Leggere pianissimo“, dedicato all’avventura su quattro ruote di un giovane libraio messinese, che Jacopo Rossi, 28 anni, e Andrea Cumbo, 29 anni, hanno vinto il Premio “InFormazione“, promosso dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo italiane.

Entrambi al secondo anno del Master in Giornalismo IULM, gli studenti sono stati insigniti del riconoscimento durante l’edizione 2014 del Festival internazionale del Giornalismo di Perugia. Questa la motivazione: “Racconto per immagini, senza testo, delicato, lieve e commovente; con inquadrature e trovate brillanti. Non è facile parlare di letteratura per immagini ma questo breve reportage ci riesce, senza aggiungere nemmeno una parola, lasciando che sia solo la voce e il volto del protagonista e la musica a condurre il lettore in questa storia originale”.

Riconoscimenti anche a Benedetta Bragadini, 29 anni e Giulio Oliani, 26 anni, che hanno conquistato il terzo posto del premio Formazione per l’Informazione, promosso dall’Ordine dei Giornalisti e riservato alle Scuole di Giornalismo. La Giuria ha premiato il loro video “Sott’acqua – Il fiume dimenticato”, sull’alluvione che, lo scorso gennaio, ha sommerso i paesi di Bastiglia e Bomporto, nel Modenese.

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Festival del giornalismo 2014. Articoli, foto e video degli incontri organizzati dall’AGSP

Per l’ottavo anno consecutivo l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia è stata fra i partner del Festival internazionale del Giornalismo di Perugia (30 aprile – 4 maggio). Tre i panel organizzati su altrettanti temi: libertà di stampa e media indipendenti in Russia, la crisi in Ucraina e la sfida della formazione giornalistica continua.

A questi panel si è aggiunta la premiazione dei vincitori del Premio “InFormazione” riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo e organizzato dall’AGSP in memoria di Nunzio Bassi, coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia scomparso lo scorso ottobre.

Di seguito gli articoli, le foto e i video degli eventi organizzati al Festival dall’AGSP:

– “Ucraina, reporter in trincea
– “I media indipendenti in Russia: il caso di Rain Tv
– “La formazione non finisce mai

Premiazione vincitori Premio “Informazione” – Nunzio Bassi.

Premio “InFormazione” – Nunzio Bassi 2014

E’ dedicata alla memoria di Nunzio Bassi – scomparso lo scorso ottobre e per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia – la seconda edizione del Premio “InFormazione“.

Organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo italiane, il concorso è patrocinato dall’Ordine nazionale dei giornalisti, dall’Ordine regionale dell’Umbria e dall’AssoStampa umbra.

In palio due borse di studio e un premio speciale (dotazione complessiva: 3700 euro).

– Per conoscere i nomi dei vincitori e guardare il video della cerimonia di premiazione (Festival del giornalismo di Perugia, 2 maggio 2014) clicca qui.

– Per il bando, il modulo di partecipazione e la giuria del concorso clicca qui.

IJF14, “I media russi indipendenti: il caso di Rain Tv”

Che in Russia i giornalisti non abbiano vita facile è piuttosto noto. Un po’ meno conosciuta è invece l’attività dei reporter che ogni giorno si ostinano a lavorare in maniera professionale. Ad informare con obiettività i loro lettori o spettatori. È il caso di Dozhd tv (in italiano pioggia), o Rain tv, l’unico canale televisivo russo indipendente.

Di questo si è parlato in un incontro organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia nell’ambito del Festival internazionale del giornalismo. Presenti il direttore di Rain Tv, Mikhail Zygar e il vicedirettore Tikhon Dzyadko, il reporter e documentarista polacco Zygmunt Dzieciolowski e Karen Shainyan, del sito internet Slon.ru. A moderare Antonio di Bartolomeo della Tgr Rai.

“Stiamo fronteggiando una situazione molto difficile”, spiega Mikhail Zygar. Il canale non è più visibile su molte piattaforme televisive con una perdita dell’80% dei guadagni. Questo in seguito ad una campagna del Cremlino di repressione della stampa non allineata. “Putin pochi giorni fa ha dichiarato in pubblico, quindi ufficialmente, che non è contro di noi e che ci sono molti bravi giornalisti che lavorano a Rain Tv. In realtà dietro le quinte orchestra manovre per farci chiudere. A causa delle sue pressioni il proprietario dell’edificio dove hanno sede i nostri uffici non ha rinnovato il contratto”, continua il giornalista russo. L’affitto scadrà il 20 giugno prossimo. Il rischio è che l’unico canale russo indipendente scompaia. Il futuro è incerto. È stata avviata una campagna di raccolta fondi per la sua sopravvivenza; finora sono stati raccolti un milione e mezzo di dollari circa.

Tutto è iniziato a gennaio con la pubblicazione su Twitter di una domanda a proposito della seconda guerra mondiale sull’assedio di Leningrado. “Non sarebbe stato meglio lasciarla ai nazisti? Abbiamo fatto bene a continuare a proteggerla?”. Questo sondaggio è stato utilizzato come pretesto. La maggior parte dei canali sono stati oscurati. Gli spettatori sono passati da 20 milioni a 4 milioni. “Siamo stati accusati dalle altre emittenti e dai nostri concorrenti di essere dei traditori, dei fascisti. Già in precedenza avevamo avuto altre difficoltà. Altre volte siamo stati censurati, per esempio nel 2010, una settimana dopo la fondazione di Rain tv. Non avevamo il permesso formale del Cremlino”, ha spiegato Mikhail.

Ma la vera ragione della repressione è l’indipendenza del canale; non si evita di criticare il governo. “Noi ci siamo distinti dagli altri perché abbiamo voluto sempre offrire tutti i punti di vista. Per esempio sull’Ucraina abbiamo trasmesso continuamente da Maidan, raccontando ciò che accadeva. Abbiamo riportato sia il punto di vista russo che ucraino”, ha spiegato il vicedirettore Tikhon Dzyadko.

L’esperto di media russi Zygmunt Dzieciolowski ha descritto la difficilissima situazione dei mezzi di informazione liberi del Paese. Mi sono occupato dei media russi per molti anni. “Per la prima volta sotto Gorbaciov i media russi non venivano censurati. C’era spazio per la libertà di stampa. Dopo il collasso dell’Urss ci sono stati sentimenti contrastanti. Con Putin è iniziata una nuova era. Il Cremlino ha esercitato un controllo più rigido in cerca di un allineamento più o meno totale. Rain tv è una ventata di aria fresca”. La Russia è al 170° posto per libertà di stampa.

Karen Shainyan di Slon.ru ha parlato di internet. “Putin ha cercato fino a 2-3 anni fa ha favorito la nascita di nuove testate. Però questi giorni non esistono più. Stanno preparando una nuova legge. Potrà essere controllato dal governo tutto il sistema internet; si vuole filtrare, censurare. In realtà vediamo dal caso della Cina che il controllo del web è impopolare, blocca l’economia. Sono fiducioso, si tratta di una fase temporanea, non può durare”, ha spiegato.
Il futuro dei media in Russia è incerto. Qualche media libero esiste. E questi giornalisti sperano che le cose possano cambiare, nonostante quanto sta accadendo.

Sophie Tavernese

 Panel - media russi indipendenti -IJF14Relatori - i media russi indipendenti - IJF14

 

IJF14, “Ucraina, reporter in trincea”

Le proteste di Euro Maidan, la fuga di Yanukovich, la Crimea e ora le tensioni nell’est nel paese: da mesi l’Ucraina è al centro dell’attenzione mediatica mondiale. Il lavoro dei giornalisti, ucraini e stranieri, sul territorio non sempre è facile ed inevitabilmente si corre il rischio di dare una copertura parziale o distorta di quanto accade sul campo.
Si è discusso di tutto questo al Festival del giornalismo di Perugia durante il panel “Ucraina: reporter in trincea” organizzato dall’Associazione giornalisti Scuola di Perugia (AGSP). All’incontro, moderato da Marcello Greco (Segretario AGSP e giornalista del Tg3), hanno preso parte Anna Babinets, Lucia Goracci, Mustafa Nayem e Olga Tokariuk.

Un Paese prigioniero della sua storia – L’Ucraina è un paese difficile da narrare e i recenti scontri nell’est del paese di certo non aiutano. Molti, infatti, si chiedono se l’Ucraina non sia sull’orlo di una guerra civile. Secondo Lucia Goracci, inviata di RaiNews24, “l’Ucraina sconta la sua geografia, condannata dalla sua condizione geopolitica di ponte tra Russia ed Europa. È un paese che è ancora perseguitato dai fantasmi del suo passato”. Eppure, “è anche un paese che ha fatto la sua scelta e ha scelto la democrazia”.

Giornalisti e cittadini – Mustafa Nayem, giornalista ucraino e co-fondatore della web tv indipendente Hromadske.TV, ha raccontato le proteste di piazza Maidan sin dalle prime ore. “All’inizio in piazza c’erano solo giovani e giornalisti. In molti hanno dipinto la protesta come un conflitto tra governo e opposizione, ma non era assolutamente vero. Maidan non è stata la protesta dei politici. Al massimo si può parlare di un conflitto tra due generazioni, quella delle persone nate all’epoca dell’Unione sovietica e quelle nate negli anni duemila”. Due punti di vista diversi, che però, come sottolinea Nayem, convivono in un’unica nazione. E ai tempi di Maidan per i giornalisti era anche più semplice fare il proprio lavoro, racconta Olga Tokariuk, giornalista freelance. “All’inizio non c’erano incidenti, anzi le persone volevano raccontare e raccontarsi. Da quando è iniziata la repressione del governo, però, la situazione è cambiata. Non importava da che parte stavi, il giornalismo in generale veniva preso di mira”. La stessa cosa sta accadendo adesso nell’est del paese.

Il lavoro dei media occidentali – Alcuni aspetti della vicenda ucraina sono particolarmente complessi da comprendere fino in fondo e raccontare ad un pubblico che vive a migliaia di chilometri di distanza, primo tra tutti la presenza di elementi di estrema destra. Secondo Tokariuk, la loro importanza è stata esagerata e in parte lo si deve alla copertura episodica fornita dai media stranieri. “Inevitabilmente gli scontri attirano un’attenzione maggiore, ma dando rilevanza agli episodi di conflitto si finisce con il lasciare dei buchi che rendono difficile per il pubblico capire cosa sta effettivamente accadendo nel paese. Chi è lontano non comprende che tra un episodio violento e l’altro esiste un movimento pacifico”.

E i nuovi modelli per raccontare l’Ucraina – Il bisogno di un’informazione indipendente sul territorio, per reagire al flusso costante di propaganda russa e per far sentire la voce dei giornalisti e dei cittadini ucraini che stenta ad avere un’eco all’estero, ha portato alla nascita di nuovi strumenti. Un esempio è la web tv Hromadske.TV, che è il primo mezzo d’informazione ucraino a essere finanziato dagli spettatori e non dai soliti politici e oligarchi. Senza dimenticare lo straordinario lavoro investigativo dei volontari e dei giornalisti di Yanukovich Leaks, che grazie ai documenti recuperati nella residenza dell’ex presidente sono riusciti a ricostruire l’impero della corruzione messo in piedi da Yanukovich prima della sua fuga dal paese.

Caterina Villa

IJF14, “La formazione non finisce mai”

Il giornalismo è solo una casta che resiste malamente ai grandi cambiamenti tecnologici e comunicativi degli ultimi anni oppure ha ancora qualche buona carta da giocare?

Secondo quanto è emerso nell’incontro organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia, dal titolo “La Formazione non finisce mai”, l’ultimo jolly si chiama “formazione continua”. A dirlo non solo giornalisti italiani di grande esperienza come Gerardo Greco (conduttore di Agorà ed ex allievo della scuola di Perugia), Sergio Rizzo (Corriere della Sera) e Fausto Bertuccioli (Presidente dell’Asgp), ma anche Steve Doig dell’americana Walter Cronkite Journalism School e Anne Morrison, direttrice della Bbc Accademy.

Il dibattito si è aperto con le domande provocatorie di Bertuccioli: “Insomma come si diventa giornalisti? Come ci si forma e, soprattutto, quando e perché?”.
Se l’ingresso nel mercato del lavoro è sempre più difficile, anche la stessa permanenza nella categoria, in qualità di soggetti capaci di raccontare ciò che accade in modo credibile, ogni giorno è più complicata. La professione – è stato detto durante la tavola rotonda – cambia non di anno in anno ma addirittura di ora in ora. La rete pullula infatti di bloggers, voci anonime e semplici appassionati che spesso riescono a fare la voce grossa e a catalizzare una buona fetta dell’opinione pubblica.
Sergio Rizzo spiega: “abbiamo dato al mondo esempi meravigliosi di giornalismo ma anche molto negativi, siamo stati a lungo tempo una casta incapace di rinnovarsi e aprirsi. Troppo legata al potere politico”.

Il dibattito sul ruolo delle scuole di giornalismo è centrale. Ad oggi infatti sembra l’unico modello vincente. Così Steve Doig della Cronkite Journalism School: “Il modello di scuola di giornalismo americana è molto simile all’accademia dell’esercito. Una vera full-immersion dove si chiede ai ragazzi non solo di studiare, ma anche di realizzare prodotti degni di essere piazzati sul mercato”. “Il mondo è cambiato -ha detto ironica Anne Morrison della Bbc Accademy – anche se qualcuno non sembra accorgersene. Noi giornalisti dobbiamo anticipare i cambiamenti, non corrergli dietro”.

Nicola Mechelli

Perugia, la formazione non finisce mai

ucsiLa formazione del giornalista deve avvenire non solo prima, ma anche durante il proseguire della professione. Ciò si collega strettamente alla visione del giornalismo come una casta chiusa e legata a doppio filo con il potere. Come svincolarsi da questa concezione? Questo è stato sostenuto dal presidente dell’Associazione giornalisti scuola di Perugia, Fausto Bertuccioli.

La BBC, eccellenza storica nel mondo del giornalismo, è famosa per la formazione che impartisce costantemente al suo personale. A parlarne è Anne Morrison, direttrice della BBC Academy, scuola dell’emittente inglese che si occupa proprio di formazione giornalistica. All’interno della BBC, la formazione è obbligatoria e continua, così da garantire una crescita in corrispondenza anche con il ruolo che nella testata si occupa. Si va dalla scrittura alla gestione dei social media, da corsi di etica professionale a quelli di leadership e direzione giornalistica. Non solo: nell’ottica della condivisione e della trasparenza, sul sito della BBC tutte queste informazioni sono liberamente accessibili. L’obiettivo non è solo formare giornalisti esperti, ma anche insegnare a prevedere i mutamenti di una professione e di una realtà in costante divenire. Un cambiamento storico è per esempio quelle delle piattaforme usate dalla testata: non solo la televisione o i computer, ma gli smartphone e i tablet, con tutte le diversità di linguaggio che ciò comporta. Ancora, si aggiungono nuovi formati, da youtube ai blogger: la BBC intende offrire qualcosa di diverso puntando sulla propria credibilità.

Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera e scrittore del famoso libro La casta, è partito proprio dalla definizione che lui ha introdotto in Italia: “il giornalismo è percepito come la peggiore delle caste”. La crisi è grave, ma il giornalismo è sempre stato una casta. Il legame tra politica e giornalismo è fortissimo, e l’unica strada percorribile è quella della trasparenza. L’Ordine dei Giornalisti, ora come ora, svolge in maniera inadeguata la propria funzione, non difendendo i meritevoli e non punendo gli scorretti. “Il mestiere è in crisi perché la figura è in crisi”: è necessario un profondo esame di coscienza, una revisione del modo italiano di fare giornalismo che non voglia dire compiere dei semplici tagli economici orizzontali, ma una rinuncia a molti privilegi e asservimenti.

Secondo Gerardo Greco, conduttore di Agorà presso RAI 3, proprio tramite la formazione è possibile recuperare la credibilità persa. La RAI ha intenzione di avviare delle procedure di formazione interna che probabilmente partiranno proprio da Perugia. In ogni caso, il rapporto tra politica e giornalismo è complicato, ed oggi sono quasi più i politici ad aggrapparsi ai giornalisti che il contrario. È importante mantenere la distanza, mettere dei paletti, così da avviare un confronto dialettico. La professione è in crisi, sì, eppure attira ancora molta attenzione. Lo stesso formato del talkshow richiede una profonda revisione: l’obiettivo è riuscire a coinvolgere e a far dialogare la realtà del paese con la politica.

Negli Stati Uniti cambia forse la scuola di giornalismo, ma i problemi restano simili. A parlarne è Steve Doig, docente presso la Walter Cronkite J-School. La formazione americana può essere paragonata alla formazione in un policlinico: più che la teoria, conta l’approccio diretto con la realtà. Gli studenti sono invitati a lanciarsi subito sulla strada: il metodo giornalistico non si impara nei banchi della scuola, ma confrontandosi direttamente con la realtà. Ancora, negli Stati Uniti il problema non sta tanto nell’insorgere di nuovi strumenti con i quali ottenere informazioni, ma nell’incapacità del pubblico di distinguere tra giornalisti e meri opinionisti politici. Un giornalista è in grado di cogliere la differenza, ma come dare la possibilità al pubblico di fare altrettanto? Uno dei migliori meccanismi è quello di un controllo esterno tramite siti specializzati.

Negli ultimi minuti del panel, sono sorti dubbi sul futuro del giornalismo. Cambieranno le piattaforme, cambierà il suo volto, ma non la necessità di una narrazione della realtà, necessità che, afferma Anne Morrison, “è qualcosa di fondamentale nella natura umana, cioè la voglia di sentire storie, storie vere, precise. L’istinto è di sapere le cose del mondo, e questo rimarrà”.

[www.ucsi.it/index.php/la-professione/5063-perugia-tanti-modi-per-raccontare-le-notizie-e-la-formazione-non-finisce-mai.html]

RaiNews. La stampa dopo Snowden e la Guerra tra media e verità

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Il caso Snowden, il rapporto tra lobby e potere, l’Europa e l’euro, la comunicazione politica e la sua influenza sulla narrazione giornalistica, il futuro del giornalismo all-digital, il rapporto tra giornalismo e precariato. Il Festival di Perugia viaggia a vele spiegate nella sua seconda giornata di rassegna. Uno dei panel più attesi è stato quello dedicato dedicato al Datagate che, insieme a Wikileaks, ha cambiato il modo di fare giornalismo. Protagonisti Andy Carvin First Look Media, Carola Frediani una delle giornaliste italiane che ha seguito più da vicino il caso Snowden, Dan Gillmor docente alla Walter Cronkite J-School, Jillian York Electronic Frontier Foundation e James Ball del Guardian.

La sicurezza informatica, alla luce di quanto scoperto dalle rivelazioni di Snowden, è diventata per il reporter del Guardian una necessità impellente per chi faccia informazione su certi temi e non solo: “Solo 12 mesi fa – ha spiegato Ball – quasi nessuno sapeva cosa fosse la criptografia, oggi tutti abbiamo una chiave PGP”. Citando lo scoop per cui il giornale inglese ha vinto anche il Pulitzer, York ha ribadito quanto sia fondamentale lavorare dal punto di vista delle policy e delle leggi che difendano i diritti digitali: “Occorre un cambiamento culturale ampio, perché spesso le persone non sono consapevoli delle minacce personali cui sono esposte”.

Tra gli ospiti d’eccezione sbarcati a Perugia anche politici di rilievo come il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, l’ex ministro del’ immigrazione Cecile Kyenge e il senatore Mario Monti. Intervenuto a un incontro sull’Europa e l’Euro, l’ex presidente del Consiglio, ha attaccato il premier Matteo Renzi: “Sono un ammiratore di Renzi, ma mi ha molto colpito che nei suoi vertici europei abbia detto una cosa che io non avrei mai detto e cioè che l’Italia non è lo studente asinello da mettere dietro la lavagna. Trovo gravissimo che un’autorità istituzionale dica questo, perché significa ammettere che ci possa essere da parte dei partner europei questa visione”.

Nel pomeriggio il rapporto tra guerre e media è stato al centro di diversi dibattiti. Dalla difficile situazione della stampa in Russia ma anche la guerra in Siria messa un po’ da parte dalla stampa dopo lo scoppio della crisi in Ucraina. Di Damasco si è discusso con Sakhr Al-Makhadhi J Magazine, Sam Dagher The Wall Street Journal, Marwan Maalouf co-fondatore Menapolis, Joe Parkinson The Wall Street (11.30 Sala del Dottorato) e dell’Ucraina e dei reporter in trincea con Anna Babinets co-fondatrice Slidstvo.Info, Lucia Goracci RAI News 24, Marcello Greco TG3, Mustafa Nayem co-fondatore Hromadske.TV, Olga Tokariuk giornalista freelance, a cura di Associazione Giornalisti Scuola di Perugia (10.30 Sala Raffaello, Hotel Brufani).

E ancora, le tematiche ambientali, la necessità di una nuova informazione che regredisca dall’attuale catastrofismo insito nella comunicazione di massa, hanno dato vita all’incontro con il meteorologo Luca Mercalli, Simonetta Lombardo, Stefano Cesarini del politecnico di Milano, Alex Sorokin, presidente InterEnergy: “Pianeta Rovente, Comunicare il cambiamento climatico oltre la catastrofe”. Le notizie vengono spesso enfatizzate da una estremizzazione sulle reali condizioni di salute del pianeta, in grado di indurre paure a volte infondate. È necessario quindi, responsabilizzare i lettori ad un giornalismo critico, che sia in grado di distruggere falsi miti, mettere in atto interventi sul territorio, e non dimenticare il rispetto per la Terra.

Non é mancato poi, un dibattito sui nuovi format che stanno crescendo per raccontare le notizie mentre Mathew Ingram di Gigaom ha partecipato al panel “Verification Handbook” dove é stata presentata una guida definitiva per la verifica dei contenuti online: si tratta di un manuale che offre i migliori consigli pratici su come verificare e utilizzare le informazioni fornite dai social network e non solo.

Per il terzo anno consecutivo, infine, i precari dell’informazione si sono incontrati a Perugia per discutere di condizioni di lavoro sempre più drammatiche. Testimonianze dirette con interventi degli esponenti istituzionali e dei coordinamenti territoriali di base dei giornalisti precari.

[www.rainews.it/dl/rainews/articoli/La-stampa-dopo-Snowden-e-le-Guerra-tra-media-e-verita-a6ef629a-6ff4-40d8-992c-0d33f859f0e0.html]

Festival del giornalismo 2014. “Media indipendenti in Russia. Il caso di Tv Rain”

Data appunamento: giovedì 1 maggio ore 17.30

“MEDIA INDIPENDENTI IN RUSSIA: IL CASO DI TV RAIN”
Perugia, Hotel Brufani – Sala Raffaello

Da quando Vladimir Putin è tornato al Cremlino nel 2012, i media russi hanno dovuto fare i conti con una forte pressione esercitata da parte delle autorità. La vita è diventata particolarmente dura per i pochi mezzi di informazione cosiddetti indipendenti che osano sfidare la censura e la linea dettata dal Cremlino. Alcuni editori sono stati costretti a chiudere, diversi giornalisti hanno perso il proprio lavoro. Qual è il panorama attuale dei media indipendenti nella Russia di Putin? E come riescono a sopravvivere?

Intervengono:
Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista
Tikhon Dzyadko, vice direttore Rain Tv
Karén Shainyan, Slon.ru
Mikhail Zygar, direttore di Rain Tv

Modera: Antonio Di Bartolomeo, Tgr Rai

Festival del giornalismo 2014. “Ucraina, giornalisti in trincea”

Data appuntamento: giovedì 1 maggio 2014 – ore 10.30

UCRAINA: GIORNALISTI IN TRINCEA”
Perugia, Hotel Brufani – Sala Raffaello

Hanno raccontato giorno dopo giorno l’evolversi della crisi in Ucraina: dalle proteste di
piazza Maidan, che hanno portato alla cacciata del Presidente Yanukovich, all’annessione della Crimea alla Russia. Un compito che i giornalisti ucraini hanno svolto, e continuano a svolgere, nonostante le minacce e le brutali aggressioni subite.

Intervengono:
Mustafa Nayem, Hormadskoye TV
Lucia Goracci, RaiNews24
Anna Babinets, co-fondatrice del sito “YanukovychLeaks
Olga Tokariuk, freelance

Modera:
Marcello Greco, Tg3 Rai e Segretario AGSP

Festival del giornalismo 2014. “Premio InFormazione” – Nunzio Bassi

Data appuntamento: venerdì 2 maggio 2014 – ore 15.30

“PREMIO INFORMAZIONE” – Cerimonia di premiazione
Perugia, Sala del Dottorato

Organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia – con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra – il concorso è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane. Il Premio è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia e scomparso nell’ottobre scorso.

Intervengono:
Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia
Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine giornalisti Umbria

Festival del giornalismo 2014. “La formazione non finisce mai”

Data appuntamento: venerdì 2 maggio 2014 – ore 15.45

LA FORMAZIONE NON FINISCE MAI”
Perugia, Sala del Dottorato

In Italia, ma anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, si registra un costante calo di credibilità dei media tradizionali e degli stessi servizi pubblici radiotelevisivi. Citizen journalism, social network e crescente avversione per tutte le “caste” stanno mettendo in crisi i modelli del passato. Una delle strade per riconquistare il proprio ruolo può passare attraverso la formazione, certificata, continua e indipendente dei giornalisti che si trasforma così in una garanzia per l’utente? La BBC ha da anni una propria scuola di formazione permanente ad uso dei propri reporter. La Rai, che da oltre 20 anni forma giovani giornalisti, avvierà presto dei corsi di aggiornamento anche per il proprio personale interno. E dal 1° gennaio 2014 la formazione continua – così ha deciso l’Ordine dei giornalisti – diventerà un obbligo per tutti i giornalisti. Come funziona nel resto d’Europa? Quali modelli risultano vincenti?

Intervengono:
Anne Morrison, direttrice della BBC Academy
Steve Doig, W. Cronkite J-School
Sergio Rizzo, Corriere della Sera
Gerardo Greco, conduttore di Agorà – RaiTre

Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente AGSP

L’Agsp al Festival del giornalismo 2014 – Perugia, 30 aprile-4 maggio

agsp_ijf14Anche quest’anno l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia parteciperà al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, in programma dal 30 aprile al 4 maggio nel capoluogo umbro. Una collaborazione lunga otto anni quella che lega l’AGSP al Festival, nata nel 2007 e sugellata quest’anno dall’organizzazione di 3 panel e di un premio di giornalismo.

 

Questi, nel dettaglio, gli eventi targati “AGSP”.

“LA FORMAZIONE NON FINISCE MAI”
Sala del Dottorato – 2 maggio ore 16

In Italia, ma anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, si registra un costante calo di credibilità dei media tradizionali e degli stessi servizi pubblici radiotelevisivi. Citizen journalism, social network e crescente avversione per tutte le “caste” stanno mettendo in crisi i modelli del passato. Una delle strade per riconquistare il proprio ruolo può passare attraverso la formazione, certificata, continua e indipendente dei giornalisti che si trasforma così in una garanzia per l’utente? La BBC ha da anni una propria scuola di formazione permanente ad uso dei propri reporter. La Rai, che da oltre 20 anni forma giovani giornalisti, avvierà presto dei corsi di aggiornamento anche per il proprio personale interno. E dal 1° gennaio 2014 la formazione continua – così ha deciso l’Ordine dei giornalisti – diventerà un obbligo per tutti i giornalisti. Come funziona nel resto d’Europa? Quali modelli risultano vincenti?

Intervengono: Anne Morrison, direttrice della BBC Academy; Steve Doig, W. Cronkite J-School; Sergio Rizzo, Corriere della Sera; Gerardo Greco, conduttore di Agorà – RaiTre.
Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

[L’evento è stato accreditato presso l’Ordine dei giornalisti. Chi parteciperà – previa iscrizione online – otterrà dunque dei crediti formativi]

“PREMIO INFORMAZIONE” – Cerimonia di premiazione
Perugia, Sala del Dottorato – 2 maggio ore 16

Organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia – con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra – il concorso è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane. Il Premio è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia e scomparso nell’ottobre scorso.

Intervengono: Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia; Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine giornalisti Umbria.

– “UCRAINA: GIORNALISTI IN TRINCEA”
Hotel Brufani, Sala Raffaello – 1 maggio ore 10.30

Hanno raccontato giorno dopo giorno l’evolversi della crisi in Ucraina: dalle proteste di piazza Maidan, che hanno portato alla cacciata del Presidente Yanukovich, all’annessione della Crimea alla Russia. Un compito che i giornalisti ucraini hanno svolto, e continuano a svolgere, nonostante le minacce e le brutali aggressioni subite.

Intervengono: Mustafa Nayem, Hormadskoye TV; Lucia Goracci, RaiNews24; Anna Babinets, co-fondatrice del sito “YanukovychLeaks”; Olga Tokariuk, freelance.
Modera: Marcello Greco, Tg3 Rai e Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

“MEDIA INDIPENDENTI IN RUSSIA: IL CASO DI TV RAIN”
Hotel Brufani, Sala Raffaello – 1 maggio ore 16

Da quando Vladimir Putin è tornato al Cremlino nel 2012, i media russi hanno dovuto fare i conti con una forte pressione esercitata da parte delle autorità. La vita è diventata particolarmente dura per i pochi mezzi di informazione cosiddetti indipendenti che osano sfidare la censura e la linea dettata dal Cremlino. Alcuni editori sono stati costretti a chiudere, diversi giornalisti hanno perso il proprio lavoro. Qual è il panorama attuale dei media indipendenti nella Russia di Putin? E come riescono a sopravvivere?

Intervengono: Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista; Tikhon Dzyadko, vice direttore Rain Tv; Karén Shainyan, Slon.ru; Mikhail Zygar, direttore di Rain Tv.
Modera: Antonio Di Bartolomeo, Tgr Rai.