IJF15, “La guerra in Ucraina vista dai media russi indipendenti”

La guerra in Ucraina è una guerra che parla russo. Russi che sparano contro altri russi, che combattono contro gente che parla la loro stessa lingua. E a Mosca l’immagine del conflitto è unilaterale. Le istantanee del conflitto di Crimea restituite dalle testate russe sono immagini in bianco e nero, senza chiaroscuri. Il popolo sta dalla parte dei ribelli, i volontari del Donbass sono degli eroi che combattono per la loro indipendenza. All’hotel Brufani invece, durante il panel “La guerra in Ucraina vista dai media indipendenti russi”, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia (AGSP) e moderato da Marcello Greco, si è voluto raccontare una storia diversa: quella di chi vuole scrivere la verità, contro ogni propaganda.

«Non sono molti i giornalisti russi nel Donbass, anzi, potremmo contarci sulle dita di una mano», racconta Pavel Kanygin, giornalista di Novaya Gazeta, la testata di Anna Politkovskaya. «Noi stiamo da entrambe le parti del fronte, raccontiamo quello che vediamo». Sono tanti i giornalisti arrestati sul campo di battaglia. Alcuni colleghi sono morti sotto le mine.

«I militari non potrebbero fermare i giornalisti, ma succede molto spesso». Timur Olevsky lavora per la televisione indipendente TV Rain, all’apice del conflitto è stato arrestato dai militari del battaglione Azov – dell’esercito ufficiale ucraino – e tenuto prigioniero per mesi. «Dobbiamo stare molto attenti alle parole che usiamo, in questo conflitto la lingua gioca un ruolo fondamentale». Il termine “ribelle” ha una sfumatura positiva, eroica. “Separatista” è un termine più neutrale, che non parteggia né per una parte né per l’altra.

Marina Akhmedova di Russky Reporter non è d’accordo, si accende il dibattito. Le parole diventano quasi terreno di scontro, anche a Perugia. Su una cosa però tutti sono d’accordo: quella della Crimea è una vera e propria crisi umanitaria: i prezzi salgono, il cibo scarseggia, la gente non ha di che mangiare. I civili subiscono gli effetti disastrosi di questa guerra civile.

«La situazione è paradossale – continua Mumin Shakirov di Radio Svoboda – il Cremlino distribuisce a tutti gli abitanti del Donbass il passaporto russo. Chi non lo accetta diventa straniero in casa propria». Devono chiedere il permesso di soggiorno per poter andare a lavorare e se esprimono le loro opinioni rischiano di essere licenziati.

«Durante l’euromaidan ero entusiasta – racconta Kanygin – ma ora l’elite dell’ucraina ha cambiato strada, non vuole più il cambiamento. Da giornalista non riesco a trovare più storie positive». Molti, dice, pensano che la democrazia sia solo vita confortevole e soldi facili. «Ora il prezzo da pagare è alto. E lo spazio democratico si sta chiudendo».

Giulia Paltrinieri

L’AGSP al Festival del giornalismo 2015 – Perugia, 15-19 aprile

agsp_ijf15Anche quest’anno l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia parteciperà al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, in programma dal 15 al 19 aprile nel capoluogo umbro.

Una collaborazione lunga nove anni quella che lega l’AGSP al Festival, nata nel 2007 e sugellata quest’anno dall’organizzazione di 6 panel e di un premio di giornalismo.

Questi, nel dettaglio, gli eventi targati “AGSP”.

VITA DA FREELANCE
Perugia, Palazzo Sorbello – 16 aprile ore 11.45

Dalla Striscia di Gaza all’Ucraina, da Scampia alle banlieues parigine. Giornalisti a tutti i costi, spesso anche a rischio della propria vita. Incontro  ravvicinato con i freelance, categoria invisibile e instancabile cui si deve la  gran parte delle notizie provenienti da scenari di guerra, ma anche molte  delle cronache nostrane.

Intervengono: Pierluigi Camilli, sindaco Pitigliano; Alessandro Di Maio, giornalista freelance; Gabriele Micalizzi, CesuraLab; Valentina Parasecolo, Vice. Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

PREMIO INFORMAZIONE” – Cerimonia di premiazione
Perugia, Palazzo Sorbello – 16 aprile ore 11.30

Il concorso – la cui dotazione quest’anno è di 7000 euro – è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia e scomparso due anni fa. Organizzato dall’AGSP e dalla Rappresentanza italiana della Commissione europea, con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra, il premio è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane.

Intervengono: Lucio Battistotti, Direttore Rappresentanza italiana della Commissione europea; Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine giornalisti Umbria; Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

L’EPICA MINORE DELLO SPORT: BROCCHI, GREGARI, PERDENTI
Perugia, Sala del Dottorato – 16 aprile ore 19.00

Come raccontare lo sport nel tempo dell’ossessiva presenza televisiva, salvando il piacere della narrazione. Un tempo erano i giornalisti, testimoni oculari delle gesta di campioni come Meazza o Bartali, a fare da tramite con il pubblico, in un racconto che è talvolta trasecolato nella leggenda. Oggi sopravvive un’epica minore, conseguenza delle “dirette” prima e della “pay-per-view” poi. Esistono però ancora esperimenti di narrazione degli atleti che evitano che il marketing aziendale sequestri definitivamente lo sport: dal best-seller di Agassi alle storie su Socrates.

Intervengono: Angelo Carotenuto, La Repubblica; Giorgio Porrà, Sky Italia; Christiano Presutti,co-fondatore Fùtbologia; Wu Ming 3, scrittore. Modera: Paolo Piras, Tg3.

– “LA GUERRA IN UCRAINA VISTA DAI MEDIA INDIPENDENTI RUSSI
Perugia, Hotel Brufani, Sala Raffaello –  17 aprile ore 14.00

È in bianco e nero l’immagine del conflitto ucraino che emerge dai racconti delle principali testate russe controllate dallo stato o da oligarchi fedeli al Cremlino. La giunta di Kiev uccide innocenti, i ribelli a Donbas combattono per i propri diritti. La potente propaganda ufficiale continua a fare il lavaggio del cervello al popolo russo. Solo una manciata di media russi indipendenti, tra i quali il giornale Novaya Gazyeta, l’emittente televisiva RAIN e Radio Svoboda, ha il coraggio di raccontare la verità: i separatisti sono armati dal Cremlino, l’Ucraina vuole seguire il percorso delle riforme, l’annessione della Crimea ha violato il diritto internazionale. Gli speaker hanno visitato ogni angolo delle zone colpite dal conflitto. Hanno incontrato e intervistato tutti i principali attori. Hanno dato il loro meglio per riportare le notizie censurate dal Cremlino. Hanno incontrato civili le cui vite sono state distrutte dalla guerra. Hanno rischiato la propria vita per raccontare la verità.

Intervengono: Marina Akhmedova, Russky Reporter; Pavel Kanygin, Novaya Gazeta; Timur Shakirov, TV Rain; Mumin Shakirov, Radio Svoboda. Modera: Marcello Greco, Tg3 Rai.

– “IL TALK-SHOW E’ DAVVERO FINITO? DOVE VA IL RACCONTO TV DELLA POLITICA
Perugia, Teatro della Sapienza –  17 aprile ore 18.00

Un tempo i talk show erano la terza camera della repubblica, gli studi televisivi scelti per i grandi annunci e per i confronti più attesi. Oggi, per gli annunci basta un tweet e il pubblico mostra maggior interesse per una Tv che va in strada e racconta il paese più vero. Può il talk show resistere a tutto questo o è destinato a passare alle teche? E quali nuove forme di racconto si fanno strada?

Intervengono: Francesca Barra, giornalista e scrittrice; Mia Ceran, Millenium RaiTre; Pierluigi Pardo, Sport Mediaset; Andrea Vianello, Direttore RaiTre. Modera: Mario De Pizzo, RaiNews24.

MEDIA INDIPENDENTI RUSSI NELL’ERA DI PUTIN
Perugia, Hotel Brufani, Sala Raffaello – 18 aprile ore 16.30

La Costituzione russa sancisce chiaramente il divieto di censura (capitolo 2, articolo 29.5). Ciononostante, nel corso degli ultimi 15 anni, il regime di Putin si è impegnato fortemente per monopolizzare lo spazio dei media. Diversi i metodi usati: direttori obbligati a dimettersi, giornalisti uccisi o picchiati, media costretti a chiudere. In questo drammatico contesto politico direttori e giornalisti, riviste e siti web, non disposti a rinunciare ai propri diritti costituzionali, si trovano ad affrontare una sfida ardua. Per affrontarla e sopravvivere, hanno bisogno di sviluppare strategie e tattiche appropriate. Il sito della testata giornalistica meduza.io, per esempio, ha trasferito la propria sede all’estero. Per alcuni mesi, TV RAIN ha trasmesso da uno studio arrangiato all’interno di un appartamento privato. La piattaforma web OpenRussia ha scelto di non registrarsi come organo di stampa. In questa sessione, giornalisti e direttori in rappresentanza dei media indipendenti russi condivideranno le proprie esperienze, delineando il futuro della loro missione.

Intervengono: Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista; Ivan Kolpakov, vice direttore Meduza; Veronika Koutsyllo, direttrice OpenRussia; Maria Makeeva, vice direttrice Rain Tv. Modera: Elisabetta Terigi, Tgr Rai.

GIORNALISMO SPORTIVO AL FEMMINILE
Perugia, Teatro della Sapienza – 18 aprile ore 17.30

Giornalismo sportivo e donne, un legame spesso reso difficile dal maschilismo imperante in questo ambiente. Ma nel terzo millennio la situazione è cambiata o siamo ancora lontani dal raggiungere l’ambita parità dei sessi? E in quest’ultimo caso, quali sono i passi che il giornalismo sportivo al femminile deve ancora compiere? Quali quelli da fare per le giovani che si avvicinano a questo mondo? Possibile, per le giornaliste di oggi, superare tanti pregiudizi? Importante rispondere a questi interrogativi, capendo, grazie a chi ce l’ha fatta e a chi, in questo mondo “maschile” si resa protagonista, a che punto siamo nel 2015.

Intervengono: Elisa Calcamuggi, SkySport24; Nicoletta Grifoni, Tgr Rai; Rosanna Marani, giornalista; Simona Rolandi,Rai Sport. Modera: Giorgio Matteoli, Tgr Rai.

Festival del giornalismo 2015. “La guerra in Ucraina vista dai media russi”

Data appuntamento: venerdì 17 aprile ore 14.00

“LA GUERRA IN UCRAINA VISTA DAI MEDIA INDIPENDENTI RUSSI”
Perugia, Hotel Brufani – Sala Raffaello

È in bianco e nero l’immagine del conflitto ucraino che emerge dai racconti delle principali testate russe controllate dallo stato o da oligarchi fedeli al Cremlino. La giunta di Kiev uccide innocenti, i ribelli a Donbas combattono per i propri diritti. La potente propaganda ufficiale continua a fare il lavaggio del cervello al popolo russo. Solo una manciata di media russi indipendenti, tra i quali il giornale Novaya Gazyeta, l’emittente televisiva RAIN e Radio Svoboda, ha il coraggio di raccontare la verità: i separatisti sono armati dal Cremlino, l’Ucraina vuole seguire il percorso delle riforme, l’annessione della Crimea ha violato il diritto internazionale. Gli speaker hanno visitato ogni angolo delle zone colpite dal conflitto. Hanno incontrato e intervistato tutti i principali attori. Hanno dato il loro meglio per riportare le notizie censurate dal Cremlino. Hanno incontrato civili le cui vite sono state distrutte dalla guerra. Hanno rischiato la propria vita per raccontare la verità.

Intervengono:
Marina Akhmedova, Russky Reporter
Pavel Kanygin, Novaya Gazeta
Timur Olevsky, Tv Rain
Mumin Shakirov, Radio Svoboda

Modera:
Marcello Greco
, Tg3

Festival del giornalismo 2014. Articoli, foto e video degli incontri organizzati dall’AGSP

Per l’ottavo anno consecutivo l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia è stata fra i partner del Festival internazionale del Giornalismo di Perugia (30 aprile – 4 maggio). Tre i panel organizzati su altrettanti temi: libertà di stampa e media indipendenti in Russia, la crisi in Ucraina e la sfida della formazione giornalistica continua.

A questi panel si è aggiunta la premiazione dei vincitori del Premio “InFormazione” riservato ai praticanti delle Scuole di giornalismo e organizzato dall’AGSP in memoria di Nunzio Bassi, coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia scomparso lo scorso ottobre.

Di seguito gli articoli, le foto e i video degli eventi organizzati al Festival dall’AGSP:

– “Ucraina, reporter in trincea
– “I media indipendenti in Russia: il caso di Rain Tv
– “La formazione non finisce mai

Premiazione vincitori Premio “Informazione” – Nunzio Bassi.

IJF14, “Ucraina, reporter in trincea”

Le proteste di Euro Maidan, la fuga di Yanukovich, la Crimea e ora le tensioni nell’est nel paese: da mesi l’Ucraina è al centro dell’attenzione mediatica mondiale. Il lavoro dei giornalisti, ucraini e stranieri, sul territorio non sempre è facile ed inevitabilmente si corre il rischio di dare una copertura parziale o distorta di quanto accade sul campo.
Si è discusso di tutto questo al Festival del giornalismo di Perugia durante il panel “Ucraina: reporter in trincea” organizzato dall’Associazione giornalisti Scuola di Perugia (AGSP). All’incontro, moderato da Marcello Greco (Segretario AGSP e giornalista del Tg3), hanno preso parte Anna Babinets, Lucia Goracci, Mustafa Nayem e Olga Tokariuk.

Un Paese prigioniero della sua storia – L’Ucraina è un paese difficile da narrare e i recenti scontri nell’est del paese di certo non aiutano. Molti, infatti, si chiedono se l’Ucraina non sia sull’orlo di una guerra civile. Secondo Lucia Goracci, inviata di RaiNews24, “l’Ucraina sconta la sua geografia, condannata dalla sua condizione geopolitica di ponte tra Russia ed Europa. È un paese che è ancora perseguitato dai fantasmi del suo passato”. Eppure, “è anche un paese che ha fatto la sua scelta e ha scelto la democrazia”.

Giornalisti e cittadini – Mustafa Nayem, giornalista ucraino e co-fondatore della web tv indipendente Hromadske.TV, ha raccontato le proteste di piazza Maidan sin dalle prime ore. “All’inizio in piazza c’erano solo giovani e giornalisti. In molti hanno dipinto la protesta come un conflitto tra governo e opposizione, ma non era assolutamente vero. Maidan non è stata la protesta dei politici. Al massimo si può parlare di un conflitto tra due generazioni, quella delle persone nate all’epoca dell’Unione sovietica e quelle nate negli anni duemila”. Due punti di vista diversi, che però, come sottolinea Nayem, convivono in un’unica nazione. E ai tempi di Maidan per i giornalisti era anche più semplice fare il proprio lavoro, racconta Olga Tokariuk, giornalista freelance. “All’inizio non c’erano incidenti, anzi le persone volevano raccontare e raccontarsi. Da quando è iniziata la repressione del governo, però, la situazione è cambiata. Non importava da che parte stavi, il giornalismo in generale veniva preso di mira”. La stessa cosa sta accadendo adesso nell’est del paese.

Il lavoro dei media occidentali – Alcuni aspetti della vicenda ucraina sono particolarmente complessi da comprendere fino in fondo e raccontare ad un pubblico che vive a migliaia di chilometri di distanza, primo tra tutti la presenza di elementi di estrema destra. Secondo Tokariuk, la loro importanza è stata esagerata e in parte lo si deve alla copertura episodica fornita dai media stranieri. “Inevitabilmente gli scontri attirano un’attenzione maggiore, ma dando rilevanza agli episodi di conflitto si finisce con il lasciare dei buchi che rendono difficile per il pubblico capire cosa sta effettivamente accadendo nel paese. Chi è lontano non comprende che tra un episodio violento e l’altro esiste un movimento pacifico”.

E i nuovi modelli per raccontare l’Ucraina – Il bisogno di un’informazione indipendente sul territorio, per reagire al flusso costante di propaganda russa e per far sentire la voce dei giornalisti e dei cittadini ucraini che stenta ad avere un’eco all’estero, ha portato alla nascita di nuovi strumenti. Un esempio è la web tv Hromadske.TV, che è il primo mezzo d’informazione ucraino a essere finanziato dagli spettatori e non dai soliti politici e oligarchi. Senza dimenticare lo straordinario lavoro investigativo dei volontari e dei giornalisti di Yanukovich Leaks, che grazie ai documenti recuperati nella residenza dell’ex presidente sono riusciti a ricostruire l’impero della corruzione messo in piedi da Yanukovich prima della sua fuga dal paese.

Caterina Villa

RaiNews. La stampa dopo Snowden e la Guerra tra media e verità

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Il caso Snowden, il rapporto tra lobby e potere, l’Europa e l’euro, la comunicazione politica e la sua influenza sulla narrazione giornalistica, il futuro del giornalismo all-digital, il rapporto tra giornalismo e precariato. Il Festival di Perugia viaggia a vele spiegate nella sua seconda giornata di rassegna. Uno dei panel più attesi è stato quello dedicato dedicato al Datagate che, insieme a Wikileaks, ha cambiato il modo di fare giornalismo. Protagonisti Andy Carvin First Look Media, Carola Frediani una delle giornaliste italiane che ha seguito più da vicino il caso Snowden, Dan Gillmor docente alla Walter Cronkite J-School, Jillian York Electronic Frontier Foundation e James Ball del Guardian.

La sicurezza informatica, alla luce di quanto scoperto dalle rivelazioni di Snowden, è diventata per il reporter del Guardian una necessità impellente per chi faccia informazione su certi temi e non solo: “Solo 12 mesi fa – ha spiegato Ball – quasi nessuno sapeva cosa fosse la criptografia, oggi tutti abbiamo una chiave PGP”. Citando lo scoop per cui il giornale inglese ha vinto anche il Pulitzer, York ha ribadito quanto sia fondamentale lavorare dal punto di vista delle policy e delle leggi che difendano i diritti digitali: “Occorre un cambiamento culturale ampio, perché spesso le persone non sono consapevoli delle minacce personali cui sono esposte”.

Tra gli ospiti d’eccezione sbarcati a Perugia anche politici di rilievo come il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, l’ex ministro del’ immigrazione Cecile Kyenge e il senatore Mario Monti. Intervenuto a un incontro sull’Europa e l’Euro, l’ex presidente del Consiglio, ha attaccato il premier Matteo Renzi: “Sono un ammiratore di Renzi, ma mi ha molto colpito che nei suoi vertici europei abbia detto una cosa che io non avrei mai detto e cioè che l’Italia non è lo studente asinello da mettere dietro la lavagna. Trovo gravissimo che un’autorità istituzionale dica questo, perché significa ammettere che ci possa essere da parte dei partner europei questa visione”.

Nel pomeriggio il rapporto tra guerre e media è stato al centro di diversi dibattiti. Dalla difficile situazione della stampa in Russia ma anche la guerra in Siria messa un po’ da parte dalla stampa dopo lo scoppio della crisi in Ucraina. Di Damasco si è discusso con Sakhr Al-Makhadhi J Magazine, Sam Dagher The Wall Street Journal, Marwan Maalouf co-fondatore Menapolis, Joe Parkinson The Wall Street (11.30 Sala del Dottorato) e dell’Ucraina e dei reporter in trincea con Anna Babinets co-fondatrice Slidstvo.Info, Lucia Goracci RAI News 24, Marcello Greco TG3, Mustafa Nayem co-fondatore Hromadske.TV, Olga Tokariuk giornalista freelance, a cura di Associazione Giornalisti Scuola di Perugia (10.30 Sala Raffaello, Hotel Brufani).

E ancora, le tematiche ambientali, la necessità di una nuova informazione che regredisca dall’attuale catastrofismo insito nella comunicazione di massa, hanno dato vita all’incontro con il meteorologo Luca Mercalli, Simonetta Lombardo, Stefano Cesarini del politecnico di Milano, Alex Sorokin, presidente InterEnergy: “Pianeta Rovente, Comunicare il cambiamento climatico oltre la catastrofe”. Le notizie vengono spesso enfatizzate da una estremizzazione sulle reali condizioni di salute del pianeta, in grado di indurre paure a volte infondate. È necessario quindi, responsabilizzare i lettori ad un giornalismo critico, che sia in grado di distruggere falsi miti, mettere in atto interventi sul territorio, e non dimenticare il rispetto per la Terra.

Non é mancato poi, un dibattito sui nuovi format che stanno crescendo per raccontare le notizie mentre Mathew Ingram di Gigaom ha partecipato al panel “Verification Handbook” dove é stata presentata una guida definitiva per la verifica dei contenuti online: si tratta di un manuale che offre i migliori consigli pratici su come verificare e utilizzare le informazioni fornite dai social network e non solo.

Per il terzo anno consecutivo, infine, i precari dell’informazione si sono incontrati a Perugia per discutere di condizioni di lavoro sempre più drammatiche. Testimonianze dirette con interventi degli esponenti istituzionali e dei coordinamenti territoriali di base dei giornalisti precari.

[www.rainews.it/dl/rainews/articoli/La-stampa-dopo-Snowden-e-le-Guerra-tra-media-e-verita-a6ef629a-6ff4-40d8-992c-0d33f859f0e0.html]

Festival del giornalismo 2014. “Ucraina, giornalisti in trincea”

Data appuntamento: giovedì 1 maggio 2014 – ore 10.30

UCRAINA: GIORNALISTI IN TRINCEA”
Perugia, Hotel Brufani – Sala Raffaello

Hanno raccontato giorno dopo giorno l’evolversi della crisi in Ucraina: dalle proteste di
piazza Maidan, che hanno portato alla cacciata del Presidente Yanukovich, all’annessione della Crimea alla Russia. Un compito che i giornalisti ucraini hanno svolto, e continuano a svolgere, nonostante le minacce e le brutali aggressioni subite.

Intervengono:
Mustafa Nayem, Hormadskoye TV
Lucia Goracci, RaiNews24
Anna Babinets, co-fondatrice del sito “YanukovychLeaks
Olga Tokariuk, freelance

Modera:
Marcello Greco, Tg3 Rai e Segretario AGSP

L’Agsp al Festival del giornalismo 2014 – Perugia, 30 aprile-4 maggio

agsp_ijf14Anche quest’anno l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia parteciperà al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, in programma dal 30 aprile al 4 maggio nel capoluogo umbro. Una collaborazione lunga otto anni quella che lega l’AGSP al Festival, nata nel 2007 e sugellata quest’anno dall’organizzazione di 3 panel e di un premio di giornalismo.

 

Questi, nel dettaglio, gli eventi targati “AGSP”.

“LA FORMAZIONE NON FINISCE MAI”
Sala del Dottorato – 2 maggio ore 16

In Italia, ma anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, si registra un costante calo di credibilità dei media tradizionali e degli stessi servizi pubblici radiotelevisivi. Citizen journalism, social network e crescente avversione per tutte le “caste” stanno mettendo in crisi i modelli del passato. Una delle strade per riconquistare il proprio ruolo può passare attraverso la formazione, certificata, continua e indipendente dei giornalisti che si trasforma così in una garanzia per l’utente? La BBC ha da anni una propria scuola di formazione permanente ad uso dei propri reporter. La Rai, che da oltre 20 anni forma giovani giornalisti, avvierà presto dei corsi di aggiornamento anche per il proprio personale interno. E dal 1° gennaio 2014 la formazione continua – così ha deciso l’Ordine dei giornalisti – diventerà un obbligo per tutti i giornalisti. Come funziona nel resto d’Europa? Quali modelli risultano vincenti?

Intervengono: Anne Morrison, direttrice della BBC Academy; Steve Doig, W. Cronkite J-School; Sergio Rizzo, Corriere della Sera; Gerardo Greco, conduttore di Agorà – RaiTre.
Modera: Fausto Bertuccioli, Gr Radio Rai e Presidente Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

[L’evento è stato accreditato presso l’Ordine dei giornalisti. Chi parteciperà – previa iscrizione online – otterrà dunque dei crediti formativi]

“PREMIO INFORMAZIONE” – Cerimonia di premiazione
Perugia, Sala del Dottorato – 2 maggio ore 16

Organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia – con il patrocinio di Ordine nazionale dei giornalisti, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e dell’AssoStampa Umbra – il concorso è riservato ai giornalisti praticanti delle scuole di giornalismo italiane. Il Premio è dedicato alla memoria di Nunzio Bassi, per 20 anni coordinatore didattico della Scuola di giornalismo di Perugia e scomparso nell’ottobre scorso.

Intervengono: Marcello Greco, Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia; Dante Ciliani, Presidente dell’Ordine giornalisti Umbria.

– “UCRAINA: GIORNALISTI IN TRINCEA”
Hotel Brufani, Sala Raffaello – 1 maggio ore 10.30

Hanno raccontato giorno dopo giorno l’evolversi della crisi in Ucraina: dalle proteste di piazza Maidan, che hanno portato alla cacciata del Presidente Yanukovich, all’annessione della Crimea alla Russia. Un compito che i giornalisti ucraini hanno svolto, e continuano a svolgere, nonostante le minacce e le brutali aggressioni subite.

Intervengono: Mustafa Nayem, Hormadskoye TV; Lucia Goracci, RaiNews24; Anna Babinets, co-fondatrice del sito “YanukovychLeaks”; Olga Tokariuk, freelance.
Modera: Marcello Greco, Tg3 Rai e Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.

“MEDIA INDIPENDENTI IN RUSSIA: IL CASO DI TV RAIN”
Hotel Brufani, Sala Raffaello – 1 maggio ore 16

Da quando Vladimir Putin è tornato al Cremlino nel 2012, i media russi hanno dovuto fare i conti con una forte pressione esercitata da parte delle autorità. La vita è diventata particolarmente dura per i pochi mezzi di informazione cosiddetti indipendenti che osano sfidare la censura e la linea dettata dal Cremlino. Alcuni editori sono stati costretti a chiudere, diversi giornalisti hanno perso il proprio lavoro. Qual è il panorama attuale dei media indipendenti nella Russia di Putin? E come riescono a sopravvivere?

Intervengono: Zygmunt Dzieciolowski, giornalista e documentarista; Tikhon Dzyadko, vice direttore Rain Tv; Karén Shainyan, Slon.ru; Mikhail Zygar, direttore di Rain Tv.
Modera: Antonio Di Bartolomeo, Tgr Rai.